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Cittadini esasperati si recano in massa in municipio per avere spiegazioni: «Siamo a secco da venti giorni, non possiamo andare avanti così». Intanto il consigliere Policaro presenta un’interrogazione

I cittadini in protesta. Sotto, la perdita in via Vasia
Cronaca

I cittadini di Vena Media sono esasperati, quelli di Triparni anche. E non scherzano nemmeno i residenti di alcune zone del capoluogo. A Vibo Valentia l’emergenza acqua non si attenua. Tra chi è costretto a spendere 20 euro per 800 litri di acqua da acquistare da un privato, giusto per lavare i bambini ed usarla a fini domestici, e chi si propone, provocatoriamente, di andare a fare la doccia a casa del sindaco. Una situazione che l’amministrazione comunale sta cercando di affrontare, ma i cui risultati non possono che essere a medio termine. Nell’imminenza resta l’emergenza.

cittadini vena protesta 2In merito, il consigliere Giuseppe Policaro ha presentato un’interrogazione al sindaco, constatando, oltre ai problemi dei cittadini, anche le ripercussioni negative sulle attività commerciali «ormai in ginocchio che, per aprire, hanno necessità di ricorrere all’acquisto dell’acqua dalle autobotti, con ingenti costi giornalieri e tali da compromettere ogni possibilità di guadagno». Con l’interrogazione, l’esponente di Vibo Unica intende capire se «risultino già adottati o stiano per essere adottati provvedimenti in merito agli interventi che si intendono realizzare per la risoluzione dell’emergenza idrica in corso da oramai venti giorni», ed anche se «è intenzione dell’amministrazione comunale rimborsare i cittadini delle somme spese per l’acquisto dell’acqua nel periodo in questione e/o porre in essere altre iniziative finalizzate ad indennizzare i cittadini per i disagi subìti».

Gli stessi cittadini lo scorso 4 luglio avevano indirizzato una lettera al prefetto Francesco Zito affinché intervenisse sul Comune per sollecitare un intervento risolutivo. Già la scorsa settimana l’esasperazione era alle stelle. I cittadini di via Vasia hanno raccontato l’intera vicenda al capo dell’Utg, che va avanti da anni e mai viene risolta, specificando gli ultimi passaggi a cominciare dall’intervento di un escavatore che avrebbe dovuto permettere all’operaio di installare una saracinesca. Una soluzione sconsigliata dagli stessi cittadini che, pur non essendo tecnici, hanno già provato sulla loro pelle questo intervento «fallimentare». Recatisi dal funzionario Claudio Decembrini, questi si era messo in contatto con Sorical, che però aveva negato problemi all’acquedotto. Successivamente avevano incontrato l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo, che avrebbe promesso una rapida risoluzione «ma così non è stato». Ora l’ennesimo appello, l’ennesima protesta, questa volta direttamente in municipio, dove però non hanno trovato nessun rappresentante politico, ma soltanto la promessa di un sopralluogo da parte di un tecnico. Intanto il problema resta. E la rabbia pure.

Lacnews24.it
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