Turismo, viaggio tra i lidi vibonesi che chiedono risposte alla politica – Video

Dal decoro urbano agli atavici problemi di acqua e rifiuti fino ad una burocrazia che soffoca ogni possibilità di rinascita. E sul piano spiaggia l’assessore Scalamogna assicura: «L’iter sta andando avanti bene» 

Dal decoro urbano agli atavici problemi di acqua e rifiuti fino ad una burocrazia che soffoca ogni possibilità di rinascita. E sul piano spiaggia l’assessore Scalamogna assicura: «L’iter sta andando avanti bene» 

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Rifiuti, acqua, pulizia. Ma soprattutto programmazione, visione strategica, piani comunali. Cose essenziali che Vibo Valentia ancora attende, e che provocano ripercussioni negative sui cittadini e soprattutto su chi tenta, tra mille difficoltà e con enormi sforzi, di fare impresa. C’è un settore, qui, che da sempre viene sbandierato come motore trainante dello sviluppo del territorio. È il turismo, che dovrebbe capitalizzare le enormi risorse naturali della zona, ma che finisce per essere un motore ingolfato da inefficienze e da una burocrazia affossante.

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Abbiamo fatto un giro tra alcuni lidi e chioschi a Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, per sentire dalla viva voce di chi combatte ogni giorno contro i mulini a vento, cercando di costruirsi un presente e sperando in futuro migliore per sé e i propri figli. Ma la strada è in salita. Come ci spiega Davide Pisani del lido La Playa, che auspica una maggiore vicinanza della politica anche verso i giovani, ormai in fuga da questo territorio in cui crescono i muri della burocrazia.

Dall’ordinaria amministrazione si passa alla programmazione. Un tasto dolente per il Comune di Vibo Valentia, che pratiche come quella del piano spiaggia, utile a permettere agli operatori di pianificare una stagione turistica senza rincorrere l’impossibile, ci mette una vita e anche più ad approvarle. Per Daniele Mirenzi, dell’Ares beach di Bivona, il piano spiaggia sarebbe una manna dal cielo, gli permetterebbe di realizzare una struttura da sfruttare nel migliore dei modi. Ma dal 2006 è fermo ad un chiosco, che non gli permette di fare grandi cose. Ci sono poi casi paradossali di concessioni date, nel recente passato, fuori tempo massimo, come quella alla Baia di Trainiti di Pietro Tripodi, dal 5 al 30 settembre. Appena 25 giorni, per giunta a stagione ormai al tramonto. Eppure basterebbe davvero poco, perché di poco si tratta, perché è davvero un’inezia ciò che gli operatori chiedono. Per quest’anno ci sarà davvero poco da fare, la speranza è che l’iter per il piano spiaggia riprenda e diventi realtà almeno per la prossima stagione turistica. L’assessore all’Urbanistica Pasquale Scalamogna si è insediato da appena un mese, ci spiega che l’iter è ripartito bene, manca la perizia di un geologo richiesta dalla Regione e poi si passerà alle vie di fatto.

Il turismo, quella piccola fetta di turismo vibonese, passa anche da qui, da piccoli accorgimenti che gli operatori si attendono dalla nuova amministrazione comunale. Non resta che attendere, ed affidarsi al santo di turno.