Nuovo ospedale, i sindacati: «Lavori a rilento e operai senza stipendio»

Allarme di Cgil, Cisl e Uil: «Pronti ad una serie di iniziative per riaccendere i riflettori sulla sanità vibonese. Incomprensibile il silenzio della politica regionale e locale»

Allarme di Cgil, Cisl e Uil: «Pronti ad una serie di iniziative per riaccendere i riflettori sulla sanità vibonese. Incomprensibile il silenzio della politica regionale e locale»

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Una parte del cantiere del nuovo ospedale di Vibo
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I campanelli d’allarme suonano, ma spesso – purtroppo – suonano a vuoto. Ci riprovano i sindacati ad accendere nuovamente i riflettori sulla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, che procede «decisamente a rilento». A parlare sono Enzo Scalese (Fillea Cgil), Paolo Blandino (Filca Cisl) e Maria Elena Senese (Feneal Uil). «Mentre il vecchio ospedale Jazzolino sembra pronto ad esalare l’ultimo respiro, a smorzare le speranze dei vibonesi vi è la questione relativa al nuovo ospedale che, per vicissitudini varie, sembra non trovare pace». Ad un anno dalla cantierizzazione, ed a molto di più dalla firma del protocollo di legalità, ancora poco è cambiato. I sindacati hanno chiesto più volte un incontro in Prefettura alla concessionaria dell’opera «soprattutto per porre all’attenzione dell’Ufficio territoriale di governo il fatto che da diversi mesi le maestranze non percepiscono la spettante retribuzione. I nostri appelli però sono caduti nel vuoto. Sino ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro alle nostre segnalazioni. Questo silenzio ci preoccupa e ci fa presagire un futuro ancora più incerto dal punto di vista strutturale e occupazionale». 

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Proprio per sollecitare le autorità e spronare l’opinione pubblica, i tre sindacati daranno vita ad una serie di iniziative «per riaccendere i riflettori sulla sanità vibonese»: «Come organizzazioni sindacali – scrivono nella nota – abbiamo l’obbligo morale e istituzionale di intervenire sul cantiere, al fine di carpirne chiaramente le problematiche in essere, di superare l’impasse e garantire così la continuità dei lavori e, soprattutto, difendere i diritti dei lavoratori. Ci pare, infine, incomprensibile il silenzio da parte delle istituzioni regionali e locali in merito ad un’opera che riveste un’importanza strategica non solo per la città di Vibo ed il suo comprensorio, ma per tutta la regione Calabria, al fine di garantire ai cittadini calabresi i corretti Livelli essenziali di assistenza e la possibilità di curarsi vicino casa propria senza doversi sobbarcare il carico, economico e sociale, dei cosiddetti “viaggi della speranza”».