Il ricordo di Mileto per la strage di Carasace

Celebrazioni per una delle pagine più tristi, risalente alla seconda guerra mondiale, e che ha fatto registrare la morte di 39 civili

Celebrazioni per una delle pagine più tristi, risalente alla seconda guerra mondiale, e che ha fatto registrare la morte di 39 civili

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Ha rappresentato una delle pagine più tristi dell’ultra millenaria storia di Mileto. Un episodio di inaudita violenza che ha provocato la morte di 39 civili inermi, molti dei quali donne e bambini. L’immane tragedia è stata commemorata con una serie di eventi civili e religiosi svoltisi nel giorno della ricorrenza del 76esimo anniversario. Era il 16 luglio del 1943 quando, in pieno giorno, in località “Carasace” alcuni impauriti cittadini in fuga venivano crudelmente falcidiati dalle bombe e dai colpi di mitra degli aerei alleati, nell’ambito delle concitate fasi finali dell’ultimo conflitto mondiale. Un episodio dai contorni ancora oggi in parte oscuri, che ha cambiato la vita ad intere famiglie e il corso della storia della stessa cittadina normanna. Per il sacrificio pagato in quel tragico evento e il tributo di sangue versato, Mileto ha ricevuto la medaglia di bronzo al valore civile. La commemorazione è iniziata alle 18.30 con una messa di suffragio celebrata nella chiesa di San Michele dal parroco don Salvatore Cugliari, in concomitanza con la festa della Madonna del Carmelo.

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Subito dopo, i presenti si sono trasferiti nell’antistante omonima piazzuola, dove è situato il monumento marmoreo eretto il 16 luglio del 1988 proprio per ricordare i civili periti nell’infausto bombardamento di località “Carasace”. Qui, dopo la recita di una preghiera comunitaria, a deporre una corona di fiori ai piedi della stele con su incisi i nomi delle 39 vittime è stato il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, affiancato da alcuni esponenti di giunta e da rappresentanti delle forze dell’ordine e di polizia municipale. Un gesto significativo, che si ripete ormai da anni e che tende ad onorare i morti e ad imprimere nella mente delle giovani generazioni il no netto alle guerre e a qualsiasi forma di violenza. Le celebrazioni si sono concluse con un altro toccante momento di riflessione, in questo caso vissuto dai presenti nel luogo in cui all’epoca era attivo l’ospedale civile. Nello specifico davanti all’albero della magnolia, proprio dove, subito dopo l’attacco aereo, sono stati mestamente allocati i corpi delle 39 vittime, prima che venisse data loro degna sepoltura. In questo caso, dopo un breve resoconto dell’episodio da parte del professore Franco Calzone, a deporre ai piedi della magnolia un mazzo di fiori è stato il vicesindaco Domenico Pontoriero.