“Guerra dei Gal”, il Consiglio di Stato conferma la legittimità di “Terre vibonesi”

Rigettato il ricorso contro la sentenza del Tar favorevole al Gruppo di azione locale guidato da Vitaliano Papillo, che commenta: «Sempre consci della bontà del nostro agire»

Rigettato il ricorso contro la sentenza del Tar favorevole al Gruppo di azione locale guidato da Vitaliano Papillo, che commenta: «Sempre consci della bontà del nostro agire»

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«Con la sentenza del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso contro la decisione con cui il Tar aveva dato ragione al nostro Gal, si chiude definitivamente l’ultima pagina di un libro che non è mai stato scritto. Un libro che voleva gettare fango su un modus operandi limpido e trasparente e su una politica dinamica e produttiva, che si è spesa per dare al nostro territorio una prospettiva di sviluppo valida ed efficace». E’ questo il commento di Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre vibonesi, al recente pronunciamento del Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso presentato dal Cogal Monte Poro avverso la sentenza del Tar che sanciva la legittimità dell’operato dell’ente guidato da Papillo. «Sin dall’inizio di questa assurda vicenda – spiega ora il presidente – eravamo perfettamente consapevoli che l’esito ci sarebbe stato favorevole, perché siamo stati sempre consci della bontà del nostro agire, del valore della nostra squadra e della positività del nostro progetto di crescita. Un progetto che sta dimostrando il suo valore all’atto pratico, con l’ampia partecipazione, mai registrata in passato, ai bandi ed alle iniziative che stiamo mettendo in atto da quando siamo operativi». 

E ancora: «Due gradi di giudizio hanno dimostrato inconfutabilmente che  quello di chi ci accusava era solo il maldestro tentativo di screditare chi lavora ogni giorno per il rilancio del territorio, mettendoci la faccia ed operando alla luce del sole, con impegno, passione ed un solo obbiettivo: spendersi per le “Terre Vibonesi”, la loro gente, il benessere collettivo ed il bene comune. Un grazie all’avvocato Domenico Colaci, che con competenza e professionalità ci ha difeso in maniera impeccabile. Avevamo visto giusto e lo avevano fatto anche i colleghi sindaci – prosegue Papillo (in foto sopra) -, gli Enti, le associazioni e le aziende che avevano creduto nella nostra idea. Anche a loro un vivo ringraziamento. E, se un libro mai scritto si chiude definitivamente, abbiamo da tempo iniziato a scriverne un altro. Ha per titolo “Terre Vibonesi” e, ne siamo certi, le sue pagine saranno tante e parleranno di successi e sviluppo. E di una terra che ci crede e si vuole mettere in gioco».

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