Armi clandestine a Briatico, sessantenne lascia i domiciliari

Il Tribunale collegiale di Vibo ha disposto l’obbligo di firma per Filippo Niglia, arrestato insieme al figlio perché trovato in possesso di due pistole di provenienza illecita  

Il Tribunale collegiale di Vibo ha disposto l’obbligo di firma per Filippo Niglia, arrestato insieme al figlio perché trovato in possesso di due pistole di provenienza illecita  

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Le armi e le munizioni sequestrate ai Niglia
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Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, accogliendo un’istanza degli avvocati Giuseppe Bagnato e Daniela Garisto, ha revocato gli arresti domiciliari all’imprenditore Filippo Niglia (in foto in basso), 60enne di San Leo di Briatico, attualmente sotto processo a piede libero nell’ambito dell’operazione “Costa Pulita“, disponendo nei suoi confronti la sola misura dell’obbligo di firma. I fatti risalgono al 29 marzo del 2019, allorquando, nel corso di una perquisizione effettuata dai carabinieri di Briatico (unitamente allo Squadrone Cacciatori Calabria), nei terreni limitrofi alle proprietà di Filippo Niglia e del figlio Salvatore, 31 anni, venivano rinvenute due pistole calibro 7.65, di provenienza illecita, con numerose munizioni di vario calibro. I due venivano dichiarati in stato di arresto e il gip di Vibo Valentia, all’esito dell’udienza di convalida, applicava la misura cautelare in carcere, sostituita poi con gli arresti domiciliari dal Tribunale della Libertà di Catanzaro. Dopo la prima udienza celebratosi dinnanzi al Tribunale collegiale, i difensori hanno avanzato l’istanza di scarcerazione, sostenendo che “le esigenze cautelari potevano ritenersi senz’altro affievolite”. Da qui la decisione di revoca da parte del Tribunale. 

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