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La carenza idrica che da mesi attanaglia 36 famiglie della frazione potrebbe arrivare presto ad una soluzione. Gli operai mandati da Palazzo Luigi Razza sono infatti al lavoro per sostituire poche decine di metri di tubature

Cronaca

Si è dovuto attendere fino a Ferragosto affinché si sbloccasse la situazione delle 36 famiglie di Porto Salvo, da oltre due mesi senza acqua nelle case. Carenza idrica che si presenta puntualmente ogni anno con l’arrivo dell’estate, ma che stavolta si stava protraendo fin troppo. Nemmeno una goccia dai rubinetti ed esasperazione ormai alle stelle. Una situazione di grande disagio, vissuta con maggiore sofferenza soprattutto da bambini, anziani, disabili e malati oncologici. Il tutto in piena estate, quando il caldo è più torrido e, tra l’altro, la popolazione delle quattro palazzine aumenta con il ritorno dei parenti emigrati. Al danno, si aggiungeva poi la beffa: quella di dover pagare l’acqua due volte, tra bollette salate per un servizio momentaneamente sospeso ed il trasporto, con le cisterne, dell’acqua dai pozzi artesiani, la sola di cui effettivamente hanno potuto disporre in questi oltre sessanta giorni. 

Anche il parroco, don Nicola Scordamaglia, era intervenuto schierandosi attivamente dalla parte dei cittadini e facendosi portavoce del loro disagio anche presso la stessa amministrazione comunale. Proprio nel momento in cui la protesta era all’apice, e i cittadini erano pronti ad azioni di protesta ancora più incisive, sono arrivate le prime risposte concrete da Palazzo Luigi Razza. Una chiamata giunta a don Nicola, e accolta con grande sollievo dai cittadini,  ha annunciato l’arrivo degli operai e dei mezzi per la sistemazione delle condutture. I lavori, subito avviati, sarebbero in dirittura d’arrivo

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