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«Costretti a pagare per servizi che non abbiamo, non è più tollerabile questa situazione». L’assessore Morabito: «In cantiere un progetto da 5,2 milioni per rifare le reti, fino ad allora attueremo dei correttivi per limitare i disagi» 

La protesta dei cittadini a San Nicolò di Ricadi
Cronaca

C’è un serbatoio che serve due aree: una è il centro abitato di San Nicolò, l’altra è una delle zone più belle della Calabria. Siamo nel Comune di Ricadi, in cui sorge il promontorio di Capo Vaticano che di questi tempi decuplica la sua popolazione, arrivando ad ospitare anche 60mila persone. Ma per una delle sue frazioni, San Nicolò appunto, quel serbatoio diventa insufficiente a soddisfare le pur minime esigenze di una fetta di residenti stabili e di “ritorno”.

«Da domenica siamo senza acqua, non è più sostenibile questa situazione - afferma Anna Maria -, una signora è costretta a riempire bottiglie, un’altra a pagare, non solo lei, un’autobotte che riempia la cisterna». «Noi veniamo qua un mese all’anno - attacca un emigrato - e non possiamo neanche farci una doccia dopo il mare». Altri emigrati si lamentano delle bollette: «Per qualche settimana devo pagare oltre 180 euro, assurdo». 

L’esasperazione è alle stelle, e la carenza di acqua è il principale, ma non unico, dei problemi. «Pensate a ridarci l’acqua pulita, non dico potabile - rimarca Salvatore - ma almeno limpida, pensate a raccogliere la differenziata con regolarità, e soprattutto cercate di rendere le strade percorribili, perché sono in una condizione allucinante».

Sul fronte acqua, andiamo a verificare la situazione in casa di una signora, che però, fuori dalla sua abitazione, scopre con sorpresa e sollievo che l’acqua, come per magia, è tornata. L’assessore Paolo Morabito non si sottrae al confronto e prova a spiegare l’origine del problema, ma soprattutto le possibili soluzioni. «Purtroppo è un problema che ereditiamo e che non possiamo risolvere dall’oggi al domani, non abbiamo la bacchetta magica. Le lamentele dei cittadini sono sacrosante, le comprendo benissimo. Posso soltanto dire che a breve termine contiamo di risolvere definitivamente il problema con un progetto di 5,2 milioni di euro che ci permetterà di rifare la rete idrica e fognaria. Nel frattempo, per ovviare alla problematica contingente, installeremo un pozzetto in paese per chiudere l’acqua che va giù e permettere alla pressione di salire per rifornire di acqua anche la parte alta di San Nicolò».

La questione, insomma, non si risolverà definitivamente prima di settembre. Fino ad allora, si cercherà di tamponare con dei correttivi attuati dal Comune.

Lacnews24.it
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