lunedì,Maggio 16 2022

Processo Petrol Mafie a Vibo: si attende la decisione sulla ricusazione della presidente

Nulla da fare per l’avvio del dibattimento con l’escussione del primo teste della Dda dinanzi al Tribunale collegiale. Il giudice Tiziana Macrì rinvia il processo aspettando la pronuncia della Corte d’Appello

Processo Petrol Mafie a Vibo: si attende la decisione sulla ricusazione della presidente
Il nuovo Palazzo di giustizia a Vibo
Il giudice Tiziana Macrì in una foto d’archivio

Nulla da fare stamane per l’avvio del dibattimento del processo nato dall’operazione antimafia denominata Petrol Mafie (o “Rinascita Scott 2”). La presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, ha infatti deciso di attendere la decisione della Corte d’Appello di Catanzaro in ordine a due richieste di ricusazione nei suoi confronti: una presentata dalla pubblica accusa – la Dda di Catanzaro –, l’altra dalla difesa dell’imputato Antonio Prenesti.

La Dda di Catanzaro sostiene infatti che – analogamente a quanto già successo con il processo Rinascita Scott – la presidente Tiziana Macrì debba astenersi dal dibattimento di Petrol Mafie in quanto nelle precedenti vesti di gip distrettuale ha disposto l’autorizzazione ad alcune intercettazioni nei confronti di alcuni imputati di Rinascita, inchiesta dalla quale è poi nata l’operazione “Petrol Mafie” che è nota infatti anche con il nome di “Rinascita Scott 2”. La presidente Tiziana Macrì si era in verità astenuta dal processo Petrol Mafie, ma tale astensione è stata respinta dal presidente del Tribunale di Vibo Valentia ritenendo che la collega non abbia formulato alcuna anticipazione di giudizio nei confronti di nessun imputato e sia quindi nelle condizioni di terzietà e imparzialità. La richiesta di astensione respinta ha quindi portato la Dda a ricusare il giudice Tiziana Macrì e sulla ricusazione la Corte d’Appello di Catanzaro non si è ancora pronunciata. [Continua in basso]

Antonio Prenesti

L’imputato Antonio Prenesti ha invece conferito nella scorsa udienza una procura al sul legale – l’avvocato Francesco Sabatino – per ricusare il giudice Tiziana Macrì la quale, in precedenza, ha condannato Prenesti per associazione mafiosa nel processo “Dinasty” e, nelle vesti di gup distrettuale, l’ha rinviato a giudizio per l’omicidio  a Spilinga di Raffaele Fiamingo ed il tentato omicidio di Francesco Mancuso, alias “Tabacco”. Fatti di sangue avvenuti nel luglio del 2003.

Tutto rimandato, quindi, al 9 febbraio. Per tale data si dovrebbe infatti conoscere la decisione della Corte d’Appello di Catanzaro sulla ricusazione e capire, quindi, se il giudice Tiziana Macrì potrà presiedere o meno il Tribunale che dovrà giudicare gli imputati del procedimento Petrol Mafie.

Gli imputati

Antonio D’Amico

Gli imputati del processo sono: Enrica Costa, 1993, Catania; Roberto Aguì, 1971, Bovalino; Nicola Amato, 1975, Catania; Benedetto Avvinto, 1974, Cercola (Na); Anna Bertozzi, 1958, Roma; Anna Buonfante, 1991, Napoli; Vincenzo Campajola, 1965, Napoli; Antonio Angelo Isaia Capria, 1964, Nicotera (dipendente della Provincia di Vibo); Alberto Coppola, 1977, Napoli; Carmine Coppola, 1998, Napoli; Roberta Coppola, 1998, Torre del Greco; Felice D’Agostino, 1982, Bari; Angela D’Amico, 1967, Vibo Valentia (frazione Piscopio); Antonio D’Amico, 1964, di Piscopio; Domenica D’Amico, 1960, Vibo Valentia; Giuseppe D’Amico, 1972, Piscopio; Rosa D’Amico, 1966, Vibo Valentia; Francesco D’Angelo, 1946, alias Ciccio Ammaculata, Piscopio; Gaetano Del Vecchio, 1962, Tropea (dirigente della Provincia di Vibo); Virginia Di Cesare, 1993, Roma; Biagio Esposito, 1984, Napoli; Giuseppe Fasulo, 1962, Taranto; Sebastiano Foti, 1976, Catania; Antonio Francolino, 1965, Vibo (dirigente della Provincia di Vibo); Salvino Frazzetto, 1959, Catania;  Gregorio Giofrè, 1963, San Gregorio D’Ippona; Salvatore Giorgio, 1974, Catanzaro; Gennaro Gravino, 1976, Napoli; Giasone Italiano, 1969, Delianuova; Gabriele La Barbera, 1987, Palermo; Salvatore La Rizza, 1980, Vibo MarinaCesare Nicola Limardo, 1993,  residente a Limbadi (in qualità di titolare della D.I. Lcn Petroli ubicata a Filandari); Paolo Lipari, 1977, di Stefanaconi; Luigi Mancuso, 1954, di Limbadi; Francesco Mancuso, 64 anni, di Limbadi, detto “Tabacco”; [Continua in basso]

Luigi Mancuso

Silvana Mancuso, 1969, di Limbadi; Nazzareno Matina, 1971, di Stefanaconi; Giulio Mitidieri, 1952, Marsicovetere (Pz); Francesco Monteleone, 1985, di Vibo Valentia ma residente a Milano; Luciano Morabito, 1958, Africo; Irina Paduret, 1986, Moldavia; Zhelev Petyo Petkov, 1978, Bulgaria; Fabio Pirro, 1978, Napoli; Francesco Saverio Porretta, 1974, Milano; Antonio Prenesti, 1966,  di Nicotera; Rosamaria Pugliese, 1975, di Maierato; Rocco Raccosta, 1955, Oppido Mamertina; Giuseppe Ruccella, 1981, di Filogaso; Fortunato Salamò, 1966, Vibo Valentia; Rosario Cristian Santoro, 1995, Palermo; Emanuela Scevola, 1981, Napoli; Damiano Sciuto, 1989, Catania; Salvatore Solano, 1979, sindaco di Stefanaconi e presidente della Provincia di Vibo Valentia; Francescantonio Tedesco, 1968, di Vibo Valentia (in carcere per l’inchiesta Imponimento, ex consigliere comunale di Vibo); Giuseppe Terranova, 1963, Messina; Domenico Roberto Tirendi, 1986, Napoli; Ernesto Tortora, 1975, Napoli; Roberto Trovato, 1987, Catania; Gennaro Visese, 1977, Napoli.

Francesco Mancuso

Associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, intestazione fittizia di beni, evasione delle imposte e delle accise anche mediante emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, corruzione, scambio elettorale politico mafioso, turbativa d’asta i reati, a vario titolo, contestati.

Parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Interno, l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia delle Entrate, la Regione Calabria (avvocato Fabio Pastorino), l’Associazione antiracket e antiusura (avvocato Giovanna Fronte), la Provincia di Vibo Valentia (avvocato Maria Rosa Pisani), i Comuni di Vibo Valentia (avvocato Maria Antonietta La Monica), Sant’Onofrio (avvocato Maria Antonietta La Monica) e Limbadi (avvocato Giulio Ceravolo), la Cooper Poro, Filippo Colacchio (avvocato Nicola Lo Torto).

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