domenica,Novembre 27 2022

Vibo, scarico di acque reflue non depurate: sequestrati capannoni industriali

Denunciato anche il titolare dell’azienda. In azione Guardia Costiera, Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza e della Polizia locale, congiuntamente ai tecnici dell’Arpacal e dei Vigili del Fuoco

Vibo, scarico di acque reflue non depurate: sequestrati capannoni industriali
Il sequestro dei capannoni industriali

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, nell’ambito di attività mirate al controllo e monitoraggio dell’ambiente e dei fenomeni inquinanti, personale della Guardia Costiera, del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza e della Polizia locale di Vibo Valentia, congiuntamente ai tecnici dell’Arpacal e dei Vigili del Fuoco, hanno accertato uno scarico di acque reflue industriali originate dal dilavamento dei piazzali di un’azienda dedita all’attività di sabbiatura e verniciatura di prodotti metallici che confluivano direttamente nella condotta della rete delle acque bianche servente l’intera area industriale del comparto di Portosalvo. [Continua in basso]

Nello specifico, i reflui, mediante un sistema stabile di collettamento che collegava, senza soluzione di continuità, le vasche di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento di piazzale alla summenzionata rete consortile delle acque bianche, confluivano a mare senza subire alcun trattamento depurativo. All’interno dell’azienda i militari, oltre ad accertare l’assenza del titolo autorizzativo ambientale relativo agli scarichi, hanno rilevato un deposito incontrollato di rifiuti, anche pericolosi, su area non pavimentata e, peraltro, direttamente esposti agli agenti atmosferici. I preliminari accertamenti condotti dai militari operanti e dai tecnici intervenuti hanno consentito di portare alla luce un disegno criminoso finalizzato all’indubbio illecito guadagno derivante dall’illecito smaltimento dei rifiuti, con inevitabile compromissione delle matrici ambientali e potenziale pericolo per la salute pubblica.

Di conseguenza, delineatosi un chiaro quadro indiziario di reità a carico del titolare dell’azienda, la polizia giudiziaria intervenuta ha proceduto a porre sotto sequestro preventivo i capannoni industriali e delle aree a questi pertinenti per una superficie totale di oltre 11.000 mq, nonché a deferire il titolare alla Procura della Repubblica per violazioni, a vario titolo, delle norme in materia ambientale. L’attività in esame, in armonia con le linee strategiche sui controlli in materia di tutela dell’ambiente predisposte dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria in ambito regionale, si inserisce in una più ampia cornice investigativa finalizzata alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, predisposta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, attraverso la costituzione di un gruppo interforze impegnato nel contrasto di ogni forma di comportamento perpetrato in danno all’ambiente nella suddetta Provincia di Vibo Valentia.

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