Decreto Scura, Cgil: «Al danno si aggiunge la beffa»

Il sindacato intravede nella riduzione del numero di distretti sanitari un «evidente atteggiamento discriminatorio ai danni della rete sanitaria territoriale».

Il sindacato intravede nella riduzione del numero di distretti sanitari un «evidente atteggiamento discriminatorio ai danni della rete sanitaria territoriale».

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Nuovo intervento della segreteria provinciale della Cgil sulla questione del decreto che dà il via al riordino della rete ospedaliera regionale a firma del commissario alla Sanità, Massimo Scura. Per il sindacato «Nel disegno Scura, per la sanità vibonese, gli effetti negativi vanno ben oltre la riorganizzazione a perdere della rete ospedaliera territoriale».

In particolare il sindacato rileva come «il numero dei distretti è stato variato in decremento numerico, passando dai 100 ai 120 mila abitanti per ambito distrettuale con una possibilità di riduzione ulteriore attribuita dai 60 ai 70 mila abitanti. A Vibo Valentia, quindi, con una popolazione di circa 163.000 abitanti, ne rimane solo uno. Sarà una strana coincidenza – si legge ancora nella nota – o forse una nostra prevenuta diffidenza, ma questi sono i fatti, che senza alcun fondamento giuridico e scientifico penalizzano ulteriormente la funzionalità e le specificità distrettuali della sanità vibonese. Le preoccupazioni sono d’obbligo: perché dopo i danni sulla rete ospedaliera si aggiunge la beffa degli atti aziendali, che potrebbero contrarre l’assistenza sanitaria territoriale di base, domiciliare, la specialistica ambulatoriale, ecc.».

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Per la Cgil «c’è un evidente atteggiamento discriminatorio, che rischia di avere ulteriori ripercussioni sulla rete territoriale, in netta controtendenza con quanto avviene nel resto del paese, e anche del Patto per la Salute 2014/2016, dove si punta al suo rafforzamento ed alla sua riorganizzazione, al fine di diminuire il numero dei ricoveri e i ricorsi impropri all’ospedale, evitando gli affollamenti per cure da codici bianchi e verdi».