martedì,Agosto 9 2022

Infortuni sul lavoro e truffe: la Procura di Roma chiede il processo per nove vibonesi

Gli indagati in totale sono 42. Ecco tutte le contestazioni formulate dal pm Francesco Marinaro

Infortuni sul lavoro e truffe: la Procura di Roma chiede il processo per nove vibonesi

La Procura di Roma con il pm Francesco Marinaro ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 42 indagati coinvolti in un’inchiesta che mira a far luce su una serie di truffe legate agli infortuni sul lavoro. Fra gli indagati per i quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio ci sono anche nove vibonesi. Si tratta di: Roberto Gennaro Corsaro, 51 anni, di Caroniti (frazione di Joppolo), Pasqualina Mirabello, 49 anni, di Sant’Onofrio, Orsola Arcella, 49 anni, di Stefanaconi, Carmen Contartese, 32 anni, di Rombiolo, Michele Porco, 57 anni, di Vibo, Luigina Bagalà, 40 anni, di Vibo Valentia, Paolo Massaria, 56 anni, di Vibo Marina, Giovanni Bagalà, 38 anni, di Vibo Valentia, Rosario Contartese, 36 anni, di Rombiolo. L’udienza preliminare è stata fissata dinanzi al gup del Tribunale di Roma, Maria Gaspari, per il 5 dicembre prossimo. [Continua in basso]

In particolare, Roberto Corsaro è accusato di essersi attribuito «falsamente la qualifica di lavoratore subordinato con rapporto di durata temporanea», in data 19 dicembre 2016, richiedendo ad una società di gestione di pratiche di rimborso danni conseguenti ad infortuni occorsi a lavoratori temporanei, l’erogazione di «un indennizzo a fronte di un sinistro dallo stesso asseritamente subito, ma in realtà mai accaduto», inducendo così in errore l’ente sulla sussistenza delle condizioni legittimanti il pagamento e così procurandosi l’ingiusto vantaggio patrimoniale della somma di 28.791,00 euro che venivano a lui accreditati a mezzo bonifico bancario».
Stessa contestazione nei confronti di Pasqualina Mirabello la quale è invece accusata di essersi procurata il 18 marzo 2016 «l’ingiusto vantaggio patrimoniale di 27.958,00 euro», mentre per Orsola Arcella l’accusa di truffa parla di un ingiusto vantaggio patrimoniale per la somma di 27.125,00 euro che sarebbe stato conseguito il 13 giugno 2016. Ammonta invece a 23.793,00 euro il presunto ingiusto vantaggio patrimoniale contestato a Carmen Contartese (contestazione del 14 novembre 2016 a Roma), a 25.459,00 euro quello contestato a Michele Porco (contestazione del 18 novembre 2015), a 27.125,00 euro la contestazione (20 gennaio 2016) rivolta a Luigina Bagalà, a 29.624,00 euro l’ingiusto vantaggio patrimoniale (del 12 luglio 2016) contestato a Paolo Massaria, a 21.294,00 euro quello contestato a Giovanni Bagalà (contestazione risalente al 13 febbraio 2017), a 27.958,00 euro il presunto ingiusto vantaggio patrimoniale contestato a Rosario Contartese (contestazione del 17 gennaio 2017). L’ente bilaterale per il lavoro temporaneo con sede a Roma è stato individuato quale parte offesa. Le indagini sono state invece compiute sul “capo” dai carabinieri.

Nel collegio di difesa per gli indagati vibonesi ci sono gli avvocati: Santo Cortese, Vittorio Vecchio, Vincenzo Pagnotta, Antonio Pasqua, Mario Lo Schiavo, Rosario Lopreiato, Rocco Barillaro, Marco Messina, Giosuè Monardo, Anna Maria Stanganello.

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