mercoledì,Maggio 18 2022

Concorsi pilotati all’Università di Reggio, per il gip no all’interdizione di 8 docenti

Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che «non sia attuale il pericolo che, se non sottoposti a misura cautelare interdittiva, possano commettere nuovi reati»

Concorsi pilotati all’Università di Reggio, per il gip no all’interdizione di 8 docenti
Università di Reggio Calabria vista dall'alto

Il giudice per le indagini preliminari Vincenzo Quaranta ha rigettato la richiesta di interdizione avanzata dalla Procura di Reggio Calabria nei confronti di 8 indagati dell’inchiesta “Magnifica” che ha riguardato l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, accusati, vario titolo, di corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Lo scorso 21 aprile erano stati interdetti dal servizio il rettore Santo Marcello Zimbone e il pro rettore Pasquale Catanoso, sospesi rispettivamente per 10 e 12 mesi. La Guardia di finanza, in quella circostanza, aveva fatto luce su una serie di concorsi pilotati ma anche su irregolarità nella gestione degli appalti e sull’utilizzo delle auto e delle carte di credito dell’Ateneo per scopi personali. L’ordinanza di rigetto dell’interdizione per gli altri indagati è stata emessa oggi dopo che, nei giorni scorsi, si sono conclusi gli interrogatori preventivi disposti dallo stesso gip. [Continua in basso]

Pur permanendo la gravità indiziaria, il giudice per le indagini preliminari non ha riconosciuto le esigenze cautelari per i docenti universitari Claudio Roberto Maria De Capua, Philipp Fabbio, Giovanni Gulisano, Martino Milardi, Francesco Carlo Morabito, Rosa Marina Tornatora, Michele Trimarchi e Agostino Urso.
Nei loro confronti, infatti, in merito al rischio di «reiterazione dei reati», il gip Quaranta ha ritenuto che «non sia attuale il pericolo che, se non sottoposti a misura cautelare interdittiva, possano commettere nuovi reati». Nell’ordinanza il giudice ha inoltre sottolineato come «l’assenza allo stato di esigenze cautelari» a carico degli indagati sia dovuta anche alla «disarticolazione del centro di potere strutturato che faceva capo al Catanoso e allo Zimbone».

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