lunedì,Luglio 4 2022

Due società in amministrazione giudiziaria per infiltrazioni della ‘ndrangheta: rapporti con il clan Mancuso

Si tratta della filiale italiana del colosso tedesco della logistica e dei trasporti DB Schenker e di un'azienda ad essa collegata. Alcuni dirigenti avrebbero favorito un soggetto già condannato per associazione mafiosa

Due società in amministrazione giudiziaria per infiltrazioni della ‘ndrangheta: rapporti con il clan Mancuso

Finisce in amministrazione giudiziaria per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta la filiale italiana (con sede a Cavenago, in Brianza) del colosso tedesco della logistica e dei trasporti DB Schenker, che conta in Italia 1.400 dipendenti, 37 filiali e centinaia di milioni di euro di fatturato all’anno. A disporre il controllo giudiziario, è stata la Sezione autonoma misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ha accolto le richieste dei pm della Dda Silvia Bonardi e Paolo Storari dopo gli accertamenti della Guardia di finanza e dei carabinieri. Lo stesso provvedimento è stato applicato anche ad un’altra azienda, la Aldieri spa.
I due provvedimenti rappresentano l’epilogo di una complessa attività investigativa, intrapresa a partire dall’aprile 2020 e che ha consentito di ricostruire i rapporti tra i dirigenti delle due società e un’azienda, già colpita da provvedimento di misura interdittiva antimafia, riconducibile a un soggetto condannato definitivamente per associazione mafiosa e ritenuto vicino al clan Mancuso di Limbadi[Continua in basso]

In particolare, le indagini hanno rilevato che alcuni dirigenti, muniti di potere decisionale, delle società oggi proposte per l’amministrazione giudiziaria avrebbero agevolato l’attività del soggetto condannato per associazione mafiosa e dell’azienda a lui riconducibile. Lo stesso avrebbe piazzato la moglie all’interno di una delle imprese e così sarebbe riuscito ad infiltrarsi in lavori della filiale italiana del gruppo tedesco.
Sono in corso di esecuzione perquisizioni locali e domiciliari, nelle provincie di Milano e Como, da parte delle polizie giudiziarie operanti.

L’inchiesta della Dda di Milano sulla Schenker italiana, che ha portato all’amministrazione giudiziaria per 9 mesi, è nata dal sequestro nel marzo 2020 di un carico di 30 chili di cocaina effettuato dalla polizia di frontiera inglese al porto di Dover. Dagli immediati approfondimenti della Guardia di Finanza di Milano e dei carabinieri di Como è emerso che il carico di droga era stato nascosto tra cinque bancali di prodotti caseari che erano portati due giorni prima nello stabilimento di Guanzate della Schenker dalla Fiuto Autotrasporti, la ditta “amministrata di fatto” da Nicola Bevilacqua, 70 anni, con precedenti per associazione di stampo mafiosa ed estorsione in quanto ritenuto vicino al clan Mancuso di Limbadi.

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