martedì,Giugno 28 2022

Vibo Capitale del libro passa lo scettro a Ivrea al Salone internazionale di Torino

La cerimonia del passaggio di consegne si è tenuta nello stand della Regione Calabria. Il vicepresidente Princi: «Attiveremo iniziative in sinergia con la città piemontese»

Vibo Capitale del libro passa lo scettro a Ivrea al Salone internazionale di Torino

Nello stand della Calabria al Salone del Libro di Torino è stato celebrato il passaggio del testimone tra la capitale del libro 2021 Vibo Valentia e quella del 2022 Ivrea. All’evento, inserito nel programma degli eventi in calendario allo stand Calabria, il vicepresidente della Giunta regionale, Giusi Princi, con la delegazione del Comune di Vibo Valentia, guidata dal sindaco Maria Limardo, ha fatto gli onori di casa ospitando le delegazioni della Regione Piemonte e del Comune di Ivrea. [Continua in basso]

«È una sinergia positiva, un ponte culturale – ha dichiarato a tal proposito Princi – che avviene tra Regione e Regione, tra Nord e Sud; così facendo riusciamo a promuovere anche un turismo vicendevole, con le specificità territoriali che contraddistinguono luoghi, storie, culture, totalmente differenti». Il dialogo – ha spiegato – non finisce con l’edizione 2022 del Salone di Torino: «Attiveremo con Ivrea una sinergia tra le istituzioni scolastiche perché essere capitale del libro significa promuovere quella che è una sensibilizzazione alla lettura; significa educare i nostri giovani, ed anche i cittadini di ogni età, a pensare in maniera globale e critica, perché il vero problema è, oggi più di ieri, l’analfabetismo di ritorno che va a coinvolgere anche gli adulti; a maggior ragione preveniamo il fenomeno, che a noi in Calabria tocca direttamente, che è quello della dispersione scolastica. Evviva, quindi, questo ponte culturale che andremo a creare».

Il programma pomeridiano della giornata ha visto inoltre la presenza nello stand della Calabria anche del regista Mimmo Calopresti, esponente di primo piano di quella cinematografia in grado di andare oltre il cliché stereotipato della Calabria e del Mezzogiorno in genere, capace di veicolare messaggi nuovi e profondi sui quali la critica cinematografica ha sempre espresso giudizi più che positivi.

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