La gola profonda del gruppo ‘Accorinti’

Tante intercettazioni ambientali, utili per chiudere il cerchio dell'operazione 'Costa pulita'. Fra queste le parole di Salvatore Prostamo, che ha 'cantato' a sua insaputa ogni aspetto del clan Accorinti.

Tante intercettazioni ambientali, utili per chiudere il cerchio dell'operazione 'Costa pulita'. Fra queste le parole di Salvatore Prostamo, che ha 'cantato' a sua insaputa ogni aspetto del clan Accorinti.

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La sua “Ssangyong Rexton” era una vera e propria cabina di regia. E lui, a sua insaputa, da dentro quel fuoristrada cantava. Tanto, troppo. Salvatore Prostamo è un geometra che secondo gli inquirenti funge, oltre che da sodale di Nino Accorinti, da uomo di fiducia nei rapporti con l’area tecnica del Comune. All’interno dell’auto si consumavano una serie infinita di dialoghi di varia natura, dove lo stesso geometra, con toni spocchiosi e da faccendiere consumato, narrava con precisione fatti e circostanze utili per capire il sistema “Briatico”. Politica, economica, relazioni, affari.

POLITICA – In riferimento al suo “trovare voti”, data la vicinanza ad Accorinti, Prostamo non esita a menare vanto delle proprie influenze, come nel caso dell’elezioni del 2010 quando c’era bisogno del suo appoggio per far eleggere Carlo Staropoli, altrimenti – testuale – “non saliva stu scemu”. “Mi servivano i voti! Poi una volta che lo abbiamo votato ho detto io: dato che ormai si sa a Briatico lo porto io… non farlo salire, è vergogna no?! Allora mi sono preoccupato di trovargliene un pò…”

Salvatore Prostamo evidenzia poi come il provvedimento del 2003 fosse fondato: “Aspettate, aspettate! Quando hanno sciolto Franco (vicesindaco nella giunta Massara del 2001) era, la cosa era più grave è fratello, era fratello di Nino! E Filippo era genero di Italo (Italo Greco boss anni ’80 a Briatico ndr) e Rosetta Bonavita (suocera di Andrea Niglia ndr) era sorella di Pino Bonavita”.

E parlando di Andrea Niglia, che avrebbe cercato dei voti al fratello di Nino Accorinti in cambio di un posto di lavoro: “Ti dirò, l’ultima… prima di presentare le liste, aveva tentato anche Franco (fratello di Nino ndr), non era convinto per la lista di Marzano, perchè tuo cugino (Andrea Niglia ndr) gli aveva detto “Franco se vuoi messo a tuo figlio nel cementificio te lo faccio mettere io, tempo 3 mesi lo mandiamo a Bergamo e te lo faccio lavorare nel cementificio… “Tè…” gli ha detto… gli ha stretto la mano! Franco gli ha detto:“Andrea io ci provo, ma glielo dai il vicesindaco a Marzano e un altro assessore?” “Non c’è problema, entriamo a Marzano e Salvatore!” gli ha detto…”

RELAZIONI – Ad un certo punto gli equilibri si rompono. Andrea Niglia non è più gradito a Nino Accorinti, il quale presenterà (o farà presentare) una lista avversa. E Prostamo spiega benissimo tutto l’andazzo della storia, non mancando di sottolineare l’estremo tentativo di Niglia di ingraziarsi il fratello Franco. Teatro della conversazione lo studio del geometra. “Allo studio mio hanno parlato eh! Si sono stretti a mano gli disse: “Io ce la metto tutta Andrea”, gli disse Franco. Gli disse: “Se mio fratello fa la lista io… Andrea mio…” gli ha detto “Mi dispiace…” perchè gli aveva fatto il favore. “Io ho perso un posto di lavoro, mi assumevano a mio figlio nel cementificio per farmi i fatti miei…” “ E me lo fai un favore?” gli ha detto Andrea: “Fatti i fatti tuoi!“Non andare a cercare voti!” – “No…” gli ha detto, “Questo non me lo puoi cercare Andrea” gli ha detto, “Se c’è mio fratello che fa la lista io esco e cerco i voti. Questo non glielo posso fare a mio fratello” gli ha detto Franco. Però io ti sto dicendo i retroscena che ho assistito io con le mie orecchie! Li ho portati io all’appuntamento!”

AFFARI – Che Prostamo Salvatore non avesse una caratura criminale di rilievo, ma si limitasse solo a “faccendare” per conto terzi appare chiaro in alcune battute e confidenze fatte alle moglie, che per ritinteggiare casa avrebbe voluto chiamare il padre. Prostamo, categorico, spiega la situazione e esclude categoricamente tale possibilità, specificando che tale tipologia di lavori è appannaggio dei ragazzi del bar (allude ai gemelli Melluso Simone ed Emanuele, figli di Leonardo, detto “Dino”), ai quali tra l’altro Prostamo ha già dovuto affidare, suo malgrado, analoghi lavori per gli immobili della Sicam srl (ove Prostamo è socio).

Afferma: “…sono mafiosi! A Francesco, vedi che gli hanno sparato il portone, …questi, questi glielo hanno sparato! Chi ti sembra che glielo ha sparato, i suoi cugini… c’hanno il papà (Melluso Leonardo, ndr), che è il cugino di Francesco!… eh, primo cugino! E’ mafioso!”