venerdì,Maggio 7 2021

Tropea, il consiglio comunale a rischio scioglimento

La commissione d'accesso ha concluso il suo lavoro. Spetterà al prefetto formulare le conclusioni da inviare al ministero degli Interni. Ripercorriamo le tappe che hanno portato all'invio dell'organismo prefettizio.

Tropea, il consiglio comunale a rischio scioglimento

La commissione d’accesso agli atti (composta dal viceprefetto di Vibo Valentia, Lucia Iannuzzi, dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Tropea, Francesco Manzone, e dal capitano Giovanni Torino della Guardia di finanza) ha concluso il suo lavoro.

Adesso dovrà redigere una relazione sulle risultanze dei controlli delle delibere licenziate dall’amministrazione e dagli uffici del Comune, da trasmettere al prefetto Carmelo Casabona. Questi avrà poi 45 giorni di tempo per formulare le sue conclusioni e inviarle a Roma. Quindi, spetterà al ministro degli Interni proporre al governo l’archiviazione della pratica oppure lo scioglimento del civico consesso per condizionamenti mafiosi, decreto che deve essere firmato dal presidente della Repubblica.

A determinale l’avvio dei controlli erano state alcune candidature nelle liste di “Tropea Futura” con a capo Pino Rodolico, che poi vinse le elezioni comunali della primavera del 2014, e “Forza Tropea” guidata dall’attuale capogruppo di minoranza Giovanni Macrì. Nomi citati in alcune inchieste giudiziarie contro i clan Mancuso di Limbadi e Larosa di Tropea.

A gennaio del 2015 poi è esploso il “caso Bretti”. L’ex assessore al Turismo, Antonio Bretti, il primo dell’anno ha presenziato al tradizionale “Tuffo di Capodanno”, dando all’evento una copertura istituzionale. Ebbene, tra i bagnanti, ripresi dalle telecamere della Rai, anche un uomo attenzionato dalle forze di Polizia. Da qui la decisione del primo cittadino di ritirare immediatamente le deleghe a Bretti perché “ha leso – c’era scritto nel decreto sindacale – l’immagine della città”. Bretti, però, non accettò di passare per “amico dei mafiosi”.

Pertanto chiese ed ottenne un colloquio con l’ex prefetto Giovanni Bruno. Non si è mai saputo niente sui contenuti del “faccia a faccia”, anche se nella “Perla del Tirreno” si è diffusa la leggenda che avrebbe rilevato delle “situazioni imbarazzanti riguardanti i suoi ex compagni di percorso”.

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