sabato,Luglio 2 2022

Operazione “Trailer Fee”: non era competente la Procura di Vibo, atti a Palmi

Il Tribunale accoglie l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai difensori degli imputati ed il processo non si apre. Primo reato consumato a Rosarno. L’inchiesta mira a far luce sul fenomeno del c.d. “cavallo di ritorno”

Operazione “Trailer Fee”: non era competente la Procura di Vibo, atti a Palmi

Incompetenza territoriale ed atti alla Procura di Palmi. Questa la decisione del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Grillone, a latere i giudici Ricotti e Miele) che ha così accolto le eccezioni preliminari sollevate dai difensori degli imputati al centro dell’operazione denominata “Trailer Fee”, scattata nell’aprile dello scorso anno ad opera dei carabinieri e con il coordinamento del pm Eugenia Belmonte. Atti, dunque, alla Procura di Palmi poiché il primo reato contestato si è consumato nel territorio di Rosarno e non nel Vibonese. Gli imputati per i quali è stato così dichiarato nullo il decreto dispositivo del giudizio ad opera del gup del Tribunale di Vibo sono: Pietro Bellocco (cl. 1983) residente a Rosarno; Angelo Bartone (cl. 1975) residente a Paravati; Rocco Restuccia (cl. 1987) residente a Rosarno; Giovanni Sesini (cl. 1990) residente a Rosarno; Antonio Cacciola (cl. 1981) residente a Rosarno; Domenico Bartone (cl. 1968) residente a Paravati.

Il pm Eugenia Belmonte si era opposta all’eccezione di competenza territoriale sollevata dalle difese, ma il Tribunale le ha dato torto: è competente la Procura di Palmi e non quella di Vibo Valentia ed il procedimento – conseguentemente – regredisce alla fase delle indagini. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe agito fra il Vibonese e la Piana di Gioia Tauro commettendo i reati di estorsione consumata e tentata, con il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”. Contestati pure i reati di ricettazione, detenzione illegale e porto abusivo di arma da fuoco. In particolare, l’attività investigativa scaturiva dalla denuncia del furto di un rimorchio di autoarticolato, consumato nel maggio 2020 a Mileto. Significativo il ruolo attivo tenuto da parte della vittima che ha fornito aperta collaborazione con le forze dell’ordine, consentendo agli investigatori una rapida attività di riscontro, che ha portato all’identificazione di tutti i presunti responsabili. Si ricomincia però dalla Procura di Palmi. Fra i difensori degli indagati ci sono gli avvocati: Tommaso Zavaglia, Giosuè Monardo, Nicola Riso, Franco Iannello, Franco Collia, Domenico Infantino, Giuseppe Alvaro.

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