venerdì,Dicembre 2 2022

‘Ndrangheta: resta detenuto esponente del clan Lo Bianco

E’ coinvolto nelle operazioni Imponimento e Rinascita Scott. La Cassazione ha respinto il ricorso

‘Ndrangheta: resta detenuto esponente del clan Lo Bianco
Domenico Lo Bianco

Resta detenuto Domenico Lo Bianco, 60 anni, di Vibo Valentia, coinvolto nelle operazioni Imponimento e Rinascita Scott. La seconda sezione penale della Cassazione ha infatti respinto il suo ricorso avverso l’ordinanza del 7 dicembre 2021 del Tribunale della libertà di Catanzaro. Per la Suprema Corte, il ricorso “reitera questioni già sottoposte ai giudici del merito e che hanno avuto nell’ordinanza impugnata una risposta adeguata, logica, non contraddittoria oltre che conforme ai principi di diritto che regolano la materia”. Domenico Lo Bianco – difeso dagli avvocati Santo Cortese ed Antonio Crudo – è figlio del defunto boss Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni”, nonché fratello di Paolino Lo Bianco, quest’ultimo fra i principali imputati di Rinascita Scott. Domenico Lo Bianco per quanto attiene l’operazione Imponimento si trova attualmente sotto processo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo per una vicenda che mira a far luce su un’estorsione al Lido degli Aranci.

In particolare, Domenico Lo Bianco, Antonio Tripodi, 58 anni, di Portosalvo; Sante Tripodi, 49 anni, di Portosalvo; Domenico Tripodi, 54 anni, di Portosalvo, Paolo Lo Bianco (58 anni), Vincenzo Barba (69 anni) e Filippo Catania (60 anni), tutti di Vibo Valentia, sono accusati di aver compiuto atti estorsivi volti ad imporre ad Antonio Facciolo – gestore dal 2016 al 2018, attraverso la Golden Service srl della struttura turistica denominata “Lido Golfo degli aranci” a Bivona – la consegna di una somma di denaro. Mediante violenza e minaccia derivante dall’appartenenza alla criminalità organizzata, in virtù di pregressi accordi sarebbe stata attribuita inizialmente a Domenico Lo Bianco (e quindi al clan Lo Bianco-Barba) e poi direttamente ai Tripodi la competenza criminale a gestire l e pretese estorsive relative alla gestione del Lido degli Aranci, costringendo Antonio Facciolo a consegnare ai due clan il denaro richiesto a titolo estorsivo e, segnatamente: nell’anno 2016 tra gli 8 ed i 10mila euro; nell’anno 2017 diecimila euro. Domenico Lo Bianco avrebbe svolto l’incarico di sorvegliare la struttura, mantenere i contatti con la vittima e riscuotere il denaro (almeno fino all’estate del 2017).

In Rinascita Scott Domenico Lo Bianco è invece accusato di far parte dell’omonimo clan di Vibo Valentia e si trova sotto processo unitamente ad oltre 300 imputati.

LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: a Vibo Valentia anche le ristrutturazioni dei condomini finite nel mirino dei clan

‘Ndrangheta: l’affare rifiuti a Vibo rischia di travolgere imprenditori, politici e funzionari pubblici

top