Sbarco record a Vibo Marina, il Sap: «Sistema in tilt, uffici di Polizia bloccati per 3 giorni»

La denuncia del sindacato autonomo che rileva criticità nella gestione di numeri così elevati, invitando chi pianifica le operazioni a tenere conto «dell’esiguità di uomini e mezzi e delle carenze strutturali della provincia»

La denuncia del sindacato autonomo che rileva criticità nella gestione di numeri così elevati, invitando chi pianifica le operazioni a tenere conto «dell’esiguità di uomini e mezzi e delle carenze strutturali della provincia»

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Uno sbarco record, che ha messo a dura prova la macchina organizzativa predisposta dalla Prefettura di Vibo Valentia e tutto il personale impiegato in una estenuante “tre giorni”. Tanto sono durate, fa notare la segreteria provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap) di Vibo Valentia, guidata da Giuseppe Gaccione, le operazioni di riconoscimento degli oltre 760 migranti sbarcati martedì dalla nave Bettica della Marina militare nel porto vibonese. 

Operazioni che, sottolinea il Sap, «hanno impegnato tutte le risorse disponibili sul territorio». Questo, spiega il sindacato, a causa soprattutto delle «nuove direttive che richiedono l’identificazione dei cittadini extracomunitari presso il porto di sbarco». Situazione che ha evidenziato in maniera drammatica «le carenze strutturali ed organizzative di questa provincia, che nonostante gli sforzi richiesti a tutto il personale ha dovuto prolungare i relativi servizi connessi a tali eventi emergenziali». 

Nuovo sbarco a Vibo Marina, in arrivo 763 persone

Si tratta di «sforzi – spiega Gaccione – che hanno richiesto al personale specializzato della Polizia scientifica dell’Ufficio immigrazione turni massacranti e continuativi, richiedendo inoltre per la vigilanza e i servizi connessi all’ordine pubblico la chiusura di interi settori della Questura, del Commissariato di Serra San Bruno e del Posto fisso di Polizia di Tropea». 

Una condizione che il Sap sintetizza efficacemente con l’espressione “Chiuso per sbarco”. «A ciò si aggiunga che il personale impiegato non ha avuto il ristoro connesso alle temperature elevate e alle lunghe permanenze durante le operazioni». 

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Disagi che, sottolinea ancora il segretario provinciale, «hanno visto coinvolti gli stessi migranti, che hanno dovuto aspettare i tempi tecnici di identificazione presso le strutture destinate allo scopo». Tale situazione, tuttavia, che per il sindacato era «facilmente ipotizzabile, visto quanto accaduto nel precedente sbarco». Si chiede dunque «perché chi è deputato ad organizzare tali venti non faccia i conti con le realtà territoriali su cui gli stessi si ripercuotono e la relativa scarsità di uomini e mezzi?; perché si continuino a dirottare nella nostra piccola provincia numeri così elevati e difficilmente gestibili?». 

Di mezzo, per il Sap, vi è «la dignità di chi opera sul campo e quella degli stessi cittadini extracomunitari. Accantonando interessi di parte e di casacca – conclude Gaccione -, si punti ad un serio piano di gestione dei flussi migratori, pianificando ed eventualmente potenziando gli enti e le strutture coinvolte».

VIDEO | La vita e la morte a bordo della nave “Bettica”