In catene di fronte alla Prefettura per denunciare presunti soprusi mafiosi

Francesco Satriano si è incatenato questa mattina davanti all’Ufficio territoriale del governo di Vibo esponendo un cartello piuttosto eloquente. La madre avrebbe affidato la gestione del villaggio di cui possiede una quota a personaggi coinvolti nell’operazione Costa Pulita

Francesco Satriano si è incatenato questa mattina davanti all’Ufficio territoriale del governo di Vibo esponendo un cartello piuttosto eloquente. La madre avrebbe affidato la gestione del villaggio di cui possiede una quota a personaggi coinvolti nell’operazione Costa Pulita

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Francesco Satriano davanti alla Prefettura

Una richiesta d’aiuto, con tanto di catene ai polsi e cartello in mano, nel quale la parola “‘ndrangheta” è ben in evidenza. Vuol far valere le sue ragioni Francesco Satriano, che vive da semi-recluso in una parte del suo villaggio, a Briatico, assieme alla moglie e ai suoi tre figli. Ce l’ha soprattutto contro una sua familiare, con la quale ormai i rapporti sono congelati. 

«Mia madre – denuncia in particolare – ha ceduto in gestione un villaggio turistico di Briatico a persone coinvolte nell’operazione Costa Pulita. Sono stato minacciato diverse volte da questi stessi individui, che ho provveduto puntualmente a denunciare. Ci sono catene ovunque, e per di più mi hanno staccato la corrente elettrica» ha detto. 

Satriano ha già presentato un esposto in Procura, per evidenziare quello che a suo dire è un chiaro disegno criminoso, del quale sarebbero complici anche la sorella e la madre che avrebbero «fatto squadra annullando il mio voto sull’affidamento della gestione».

Per questo Satriano ha atteso di essere ricevuto dal prefetto Carmelo Casabona o dal suo vicario Lucia Iannuzzi, che lo ha infine ricevuto. Non ha paura? «Ho una famiglia da portare avanti e una dignità» ha risposto.