Sorveglianza speciale rigettata per 58enne di Sant’Onofrio

E’ coinvolto nell’operazione Columbus contro il narcotraffico con gli Stati Uniti. La condanna di primo grado è stata annullata in appello con atti trasferiti alla Dda di Catanzaro

E’ coinvolto nell’operazione Columbus contro il narcotraffico con gli Stati Uniti. La condanna di primo grado è stata annullata in appello con atti trasferiti alla Dda di Catanzaro

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Rigettata dal Tribunale di Vibo Valentia la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per cinque anni, avanzata dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Basilio Caparrotta, 58 anni, di Sant’Onofrio, coinvolto nell’operazione antidroga denominata “Columbus”. Sulla scorta di una nota della Questura di Vibo, la Dda aveva avanzato la richiesta per l’applicazione della misura di prevenzione, ma i giudici – in accoglimento delle argomentazioni prospettate dall’avvocato Michelangelo Miceli – l’hanno rigettata. Da ricordare che Basilio Caparrotta nel dicembre del 2017 in primo grado è stato condannato dal Tribunale di Palmi a 8 anni, tre mesi e 27mila euro di multa. Nell’aprile scorso, però, la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha annullato la sentenza del Tribunale di Palmi disponendo la trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro per competenza territoriale. 

L’operazione “Columbus”, scattata il 7 maggio 2015, è scaturita da indagini dello Sco (il Servizio Centrale Operativo della polizia) in collaborazione con l’Fbi (il Federal Bureau of Investigation) statunitense. Centrale operativa del narcotraffico, la città di New York con collegamenti in Colombia, Costarica, Olanda, Spagna e Italia. I provvedimenti erano stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria e dalla magistratura americana ed eseguiti dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, dall’Fbi e dall’Homeland security. Il principale imputato nell’inchiesta “Columbus”, Gregorio Gigliotti, è stato condannato negli Stati Uniti insieme alla moglie e al figlio. E proprio da un’inchiesta che ha avuto come epicentro il ristorante nel quartiere del Queens di New York, di proprietà di Gigliotti, ha preso il via l’operazione “Columbus”. L’Fbi, dopo mesi di indagine, fece irruzione nel locale gestito dal calabrese di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, sequestrando cocaina, marijuana, centomila dollari, sei pistole e un fucile.