Vibo Sviluppo chiede i danni al Ministero, il Tar fissa l’udienza

Nuovo capitolo nello scontro per la revoca di fondi per oltre un milione di euro che il Mise ritiene siano stati corrisposti indebitamente. Pasquale Barbuto: «La partita si riapre»

Nuovo capitolo nello scontro per la revoca di fondi per oltre un milione di euro che il Mise ritiene siano stati corrisposti indebitamente. Pasquale Barbuto: «La partita si riapre»

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Nuova “puntata” nell’infinito contenzioso fra la Vibo Sviluppo ed il Ministero dello Sviluppo economico. La prima sezione del Tar di Catanzaro ha infatti fissato la trattazione nel merito di un ricorso della società “Vibo Sviluppo spa”, rappresentata dagli avvocati Domenico Colaci e Francesco Manduca, contro il Ministero, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato. Questa volta i giudici amministrativi dovranno pronunciarsi in merito al diritto della società ricorrente – ovvero la Vibo Sviluppo – ad ottenere il risarcimento dei danni sopportati a causa del comportamento, ritenuto “illecito” del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, Direzione Generale per gli Incentivi alle Imprese, connesso all’emanazione del decreto n. 4407 del 27 ottobre 2014. Con tale decreto, il Ministero ha impegnato in favore della Vibo Sviluppo spa un importo pari ad 8.157.938,64 euro, somma riconosciuta con decreto del 28 settembre 2011 e liquidata nel dicembre 2011. In autotutela, poi, il Ministero ha revocato parzialmente la precedente erogazione, ritenendo indebita la corresponsione di 1.631.587,73 euro rispondente alla quota del 20% delle economie disponibili nell’ambito della rimodulazione del Patto territoriale. E’ stato avviato così il recupero della somma che il Ministero ritiene “erroneamente corrisposta” e Tar e Consiglio di Stato hanno in precedenza stabilito che la somma di 1.631.587,73 euro va restituita da Vibo Sviluppo al Mise. Il nuovo ricorso al Tar della Vibo Sviluppo, oltre alla condanna del Ministero dello Sviluppo Economico a risarcire i danni, mira inoltre ad accertare il diritto della società ricorrente ad essere tenuta indenne per le spese sostenute e da sostenere per lo svolgimento di compiti obbligatori esercitati in nome, per conto e nell’interesse del Ministero dello Sviluppo Economico. Infine viene chiesta al Tar la condanna del Ministero dello Sviluppo Economico a rimborsare a Vibo Sviluppo le spese sostenute e da sostenere per lo svolgimento di compiti obbligatori esercitati in nome, per conto e nell’interesse del medesimo Ministero. Per la fondatezza del ricorso, dunque, se ne discuterà nell’udienza del 15 gennaio del prossimo anno. Da ricordare che il 30 giugno scorso, l’assemblea generale dei soci di Vibo Sviluppo ha deliberato il subentro della Provincia di Vibo quale ente attuatore dei tre Patti territoriali sinora gestiti dalla società per la quale è stata all’unanimità deliberata la procedura di messa in liquidazione. 

Sull’ordinanza del Tar che ha fissato la trattazione del nuovo ricorso, il presidente del consiglio di amministrazione della Vibo Sviluppo spa, Pasquale Barbuto (in foto), ha dichiarato: «Non è una vittoria ma si riapre la partita. Il classico gol al novantesimo minuto che ci porta ai supplementari. Il futuro scenario potrebbe rimettere in discussione quasi tutto. Se la vicenda dovesse avere esito positivo, non solo i bilanci tornerebbero in attivo ma si aprirebbero anche prospettive di risarcimento. Finora è stata una lotta impari: un “ufficetto” della periferia dell’Impero da solo contro il Ministero. Adesso una piccola luce si riaccende».

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