Omicidio Valenti a San Calogero: libero l’imprenditore Barone

Il Tribunale del Riesame accoglie i rilievi della difesa e scarcera il 29enne arrestato il 10 luglio scorso

Il Tribunale del Riesame accoglie i rilievi della difesa e scarcera il 29enne arrestato il 10 luglio scorso

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Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, in accoglimento delle argomentazioni sollevate dall’avvocato Giovanni Vecchio, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore Salvatore Barone, 29 anni, di San Calogero, arrestato il 10 luglio scorso con l’accusa di omicidio aggravato, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di una pistola calibro 9×21 marca Grisan, corredata da due caricatori. Il fatto di sangue è quello avvenuto il 15 agosto del 2016 a San Calogero ai danni di Domenico Valenti, di 74 anni (in foto). Per tale omicidio il 24 settembre dello scorso anno la Corte d’Appello di Catanzaro ha condannato a 12 anni Cosma Damiano Sibio, di 51 anni, con l’attenuante della provocazione e la concessione delle attenuanti generiche. Cosma Damiano Sibio, suocero di Salvatore Barone, è stato ritenuto colpevole di aver sparato contro l’agricoltore, che si trovava a bordo della sua Fiat Panda nei pressi del ponte Calderaro, con una pistola calibro 9×21. Raggiunto al torace e in altre parti del corpo, il 74enne (in foto) è morto sul colpo. Alla base del delitto i rancori legati ai confini di alcuni terreni in località San Pietro di San Calogero.

Molte le questioni sollevate dinanzi al Riesame dall’avvocato Giovanni Vecchio che, in collaborazione con i colleghi di studio – avvocati Sandro D’Agostino e Bruno Vallelunga – ha chiesto l’inutilizzabilità di svariati atti: dalla mancanza dell’iscrizione di Salvatore Barone nel registro degli indagati alla violazione delle garanzie di difesa nei confronti dello stesso imprenditore e dei suoi familiari allorquando sono stati sentiti a sommarie informazioni testimoniali, sino all’inutilizzabilità di atti non leggibili trasmessi al Tribunale del Riesame su supporto informatico. E’ stata inoltre contestata la consulenza tecnica utilizzata dalla Procura di Vibo, con la quale si intendeva dimostrare, tramite la mappatura delle celle telefoniche impegnate dall’utenza mobile di Salvatore Barone, che quest’ultimo si trovasse sul luogo del delitto. Naturalmente bisognerà attendere le motivazioni del Tribunale del Riesame per capire il percorso logico-giuridico seguito per arrivare alla scarcerazione di Salvatore Barone. 

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