Occupazione “abusiva” dei parcheggi per disabili, cresce l’indignazione a Vibo Marina

Lettera di un cittadino: «Non si possono più tollerare inciviltà e anarchia. Ho chiamato la Polizia municipale, ma erano occupati in altro intervento. Qualcuno tuteli le fasce deboli»

Lettera di un cittadino: «Non si possono più tollerare inciviltà e anarchia. Ho chiamato la Polizia municipale, ma erano occupati in altro intervento. Qualcuno tuteli le fasce deboli»

Informazione pubblicitaria

Un’abitudine vecchia a morire che però, in certe circostanze ed in determinati periodi, può provocare più disagi del solito, accompagnati, come in questo caso, da una quanto mai legittima indignazione. La segnalazione questa volta giunge da Vibo Marina, da parte di un cittadino stanco di assistere, col passare dei giorni, al ripetersi increscioso dell’occupazione dei parcheggi riservati ai diversamente abili da parte di chi non ne ha il diritto.

Il caso in questione riguarda lo stallo posto nei pressi del lido La Vela, puntualmente occupato da auto e moto senza alcun contrassegno. «Questa mattina – ci racconta il cittadino – notando un ragazzo in carrozzella che è stato costretto ad andare via perché il posto era ancora una volta senza nessun contrassegno, ho chiamato la polizia locale. Chiamata delle 11.25 alla sala operativa segnalando il problema. La risposta è stata che avevano un’unica pattuglia occupata su Vibo per un altro intervento, oggi non potevano intervenire. Lo spiegassero al ragazzo – commenta indignato – che è dovuto tornare a casa perché il posto a lui giustamente riservato era occupato».

Senza poi considerare un’altra poco civile inclinazione, che è quella di parcheggiare le auto sul marciapiede o occupare gli stalli in prossimità dei cancelli (senza passo carrabile) con bidoni o oggetti di fortuna. «Siamo nella completa anarchia – conclude con rabbia il cittadino – e chi dovrebbe tutelare le leggi e i diritti dei cittadini e persone più deboli non può perché a corto di personale. Personalmente oggi preparerò un esposto segnalando l’accaduto sperando che chi può prenda provvedimenti».