La madre di Matteo Vinci e la nuova richiesta di aiuto – Video

Nel corso del premio Muricello, i genitori del biologo ucciso con un’autobomba a Limbadi denunciano gli avvertimenti del clan Mancuso

Nel corso del premio Muricello, i genitori del biologo ucciso con un’autobomba a Limbadi denunciano gli avvertimenti del clan Mancuso

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Ha urlato il suo grido di dolore di madre ma anche di vittima inascoltata Sara Scarpulla, mamma di Matteo Vinci, ucciso in un attentato a Limbadi ad aprile dello scorso anno, e premiata a San Mango d’Aquino durante la settima edizione del premio Muricello. Una madre coraggio, piegata da tre attentati subiti dalla sua famiglia, da anni di vessazioni ed intimidazioni, ma anche, lo ha ribadito più volte, da grida di aiuto inascoltate, da richieste di protezione che non hanno avuto un seguito. E anche ora, con il cuore a pezzi per la morte del figlio e il marito, vivo per miracolo, continuerebbe a ricevere avvertimenti da membri del clan Mancuso tra quelli che non sono in carcere. «Aiutateci» – ha chiesto Scarpulla, affiancata dal marito sopravvissuto per miracolo all’autobomba e dal avvocato Giuseppe De Pace. Quello che la madre di Limbadi chiede è giustizia per suo figlio, ma anche tutela per lei e suo marito che continuerebbero ad essere vittime di avvertimenti, tra questi bastoni e bottiglie di birra lanciate proprio nel punto in cui morì Matteo.

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Tra i premiati dell’edizione 2019, diretta da Antonio Chieffallo e condotta dal giornalista Ugo Floro, anche Camillo Falvo, pubblico ministero della Dda di Catanzaro: «Viviamo in una terra malata se devono essere premiati i magistrati» ha affermato. Altro riconoscimento è andato a Carla Sorrenti, designer italiana e fondatrice del marchio di borse luxury Venusia. «La cosa importante di questo premio, giunto alla settima edizione, non è solo la consegna dei premi ma affrontare tematiche urgenti sia a livello regionale che nazionale» ha spiegato il direttore artistico Chieffallo. Infatti le premiazioni sono state intervallate da veri e proprio talk. Per la sezione dedicata alle persone legate proprio alla storia di San Mango d’Aquino riconoscimenti sono stati dati a Giuseppe Manfredi, per i successi ottenuti a Chioggia nella professione medica, Angelo Colosimo, autore ed attore teatrale e Giacinto Mancuso, promoter. Tante poi le menzioni speciali: all’associazione Lucky friends, per il grande lavoro svolto in questi anni nel mondo della disabilità, attraverso i memorabili traguardi sportivi raggiunti e non solo, e per la grande opera di sensibilizzazione portata avanti negli anni. All’ Ens, Ente nazionale Sordi, nella persona del presidente calabrese Antonio Mirijello, per il grande lavoro svolto al fianco degli associati e per il contributo dato alla crescita culturale della nostra regione. Ad Antonio Saffioti, per il libro Respirare e per il coraggio con cui conduce quotidianamente la sua vita, Salvatore D’Elia, per il libro Respirare e per la grande attività condotta a sostegno della cultura calabrese. Fiore Isabella, per il libro “La scuola… secondo Mattia”, opera dal grande valore civile e morale, e Francesco Notaro, capogabinetto comandante generale vigili del fuoco, per lo spirito di servizio mostrato durante il suo percorso professionale di successo.