Pizzo, nuova intimidazione: nel mirino la “Calabria maceri”

A distanza di pochi giorni dall’incendio alla Cooper Poro arrivano cartucce e benzina per la ditta che si occupa da appena due mesi della raccolta dei rifiuti. L’episodio su cui indagano i carabinieri avvenuto nell’area industriale di Maierato

A distanza di pochi giorni dall’incendio alla Cooper Poro arrivano cartucce e benzina per la ditta che si occupa da appena due mesi della raccolta dei rifiuti. L’episodio su cui indagano i carabinieri avvenuto nell’area industriale di Maierato

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A Pizzo ci è arrivata da appena due mesi, dopo avere vinto la gara d’appalto per la gestione dei rifiuti. Ed ora la Calabria maceri, ditta di Rende, si ritrova con un messaggio di “benvenuto” di quelli che non si vorrebbero mai ricevere: ieri mattina, infatti, davanti ai cancelli della sede operativa sita nell’area industriale di Maierato, sono state rinvenute alcune cartucce e una bottiglia contenente liquido infiammabile. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Maierato che hanno effettuato i rilievi ed avviato le indagini. Un inequivocabile messaggio di carattere mafioso per un’impresa che opera in un settore da sempre nel mirino della criminalità organizzata e in un territorio, quello di Pizzo, sul quale l’attenzione dei clan della zona è sempre stata molto alta, come testimoniato da recenti inchieste antimafia. L’intimidazione recapitata alla Calabria maceri giunge ad appena qualche giorno di distanza da quella compiuta ai danni della Cooper Poro edile di Rombiolo, impegnata nella costruzione di una chiesa e di un complesso parrocchiale lungo la via Nazionale, sempre a Pizzo. 

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È ancora presto per dire se vi siano collegamenti tra i due episodi, ma su questo ed altri aspetti stanno ora lavorando i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia.

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