lunedì,Aprile 19 2021

Folgorato da un fulmine, lutto cittadino a Nardodipace

Bandiere a mezza asta nella sede del Comune. La tragedia a Santa Caterina dello Ionio. Cordoglio dall’amministrazione comunale e dalla Flai Cgil

Folgorato da un fulmine, lutto cittadino a Nardodipace

Lutto cittadino a Nardodipace per la prematura scomparsa di Romano Franzè, 48 anni, del luogo ma residente da qualche tempo a Campoli di Caulonia, operaio di “Calabria Verde” folgorato da un fulmine e sul posto di lavoro in località Vignale a Santa Caterina dello Ionio. A proclamarlo è stata la giunta comunale di Nardodipace, guidata dal sindaco Antonio Demasi, che con un’apposita determina ha deciso di partecipare con una delegazione del Comune alla cerimonia funebre. Nella sede comunale, invece, le bandiere saranno esposte a mezza asta. Il tutto in segno di cordoglio di Romano Franzè e in segno di rispetto e partecipazione al dolore dei familiari e dell’intera comunità di Nardodipace, profondamente colpita dalla triste notizia.

La proclamazione del lutto cittadino è stata decisa per la giornata di martedì dalle ore 13 sino al termine delle esequie. Rimane invece ferito, ma non in grave condizioni, l’altro operaio colpito dal fulmine che si trovava insieme a Romano Franzè. Scattato l’allarme, in località Vignale di Santa Caterina si sono portati i carabinieri e la guardia di finanza per la constatazione del decesso. Inutili i soccorsi dei sanitari del 118 e l’intervento dell’elisoccorso per Romano Franzè, deceduto appena colpito dal fulmine vicino ad un casolare dove insieme al collega aveva cercato riparo dalla pioggia. Cordoglio alla famiglia anche dal sindacato Flai Cgil Calabria per il quale ai “forestali va riconosciuto il valore fondamentale ed indiscutibile del lavoro che svolgono per la salvaguardia ambientale ed idrogeologica della nostra regione e del suo fragile territorio. Essi sono per noi delle preziose sentinelle e degli irrinunciabili custodi del nostro patrimonio naturale. Siamo fermamente convinti – spiega la Flai Cgil – che le loro competenze e le loro specificità meritano il rispetto di tutti, non fosse altro per il grande contributo che quotidianamente profondono per la difesa dei nostri boschi, delle nostre montagne e per il bene comune”.

 

 

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