Usura e bancarotta, Cassazione respinge ricorso di un 59enne di Mileto

Per la Suprema Corte non vi è nessun disegno criminoso comune in relazione a distinti reati giudicati separatamente

Per la Suprema Corte non vi è nessun disegno criminoso comune in relazione a distinti reati giudicati separatamente

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Inammissibile il ricorso in Cassazione di Domenico Prostamo, 59 anni, di Mileto, avverso la decisione con la quale il Tribunale di Savona, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha respinto il riconoscimento del medesimo disegno criminoso in relazione a due condotte continuate di usura, da un lato, ed i reati di bancarotta distrattiva, trasferimento fraudolento di valori e truffa, dall’altro, giudicati separatamente in sede di cognizione.

Prostamo aveva contestato la perimetrazione temporale dei reati concorsuali, ma per la Suprema Corte la deduzione è meramente assertiva, non essendo accompagnata dalla riproduzione in esso degli atti processuali idonei a sorreggere l’assunto. Da qui l’inammissibilità del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Prostamo, da anni residente a Savona, era finito negli scorsi anni in un’operazione anti-usura della Guardia di finanza.