Antenna Wind a Stefanaconi, apposti i sigilli alle opere già realizzate

Il Corpo forestale ha provveduto a mettere sotto sequestro l’area già al centro delle contestazioni di un comitato spontaneo. Deferito l’amministratore delegato dell’azienda

Il Corpo forestale ha provveduto a mettere sotto sequestro l’area già al centro delle contestazioni di un comitato spontaneo. Deferito l’amministratore delegato dell’azienda

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L'area sequestrata a Stefanaconi
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Operazione del Corpo forestale dello Stato, sezione Ambiente e territorio della Procura di Vibo Valentia, a Stefanaconi. Personale del Corpo ha infatti posto sotto sequestro i manufatti in corso di realizzazione relativi ad un impianto di telefonia mobile della Wind, già al centro delle contestazioni di un comitato spontaneo di cittadini e di un’azione di resistenza avviata dal Comune nei competenti uffici amministrativi.

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I reati contestati dalla sezione di polizia giudiziaria coordinata dal maresciallo Pino Colloca e dall’ispettore Francesco Fedele, sono quelli di violazione della normativa urbanistica edilizia (data l’assenza dei titoli abitatiti) e l’assenza del nullaosta paesaggistico ambientale (dati i vincoli paesaggistici che “gravano” sull’area interessata).

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La stessa area è inoltre già classificata ad alto rischio idrogeologico (R4) dal Pai insistendo peraltro nei pressi dell’incompiuta Tangenziale Est.

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Alle opere, come detto, sono stati apposti i sigilli mentre l’amministratore delegato della Wind Spa è stato deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

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