Fiumi di droga nel Bolognese, un 49enne di Vibo tra gli arrestati

Dodici ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nell’ambito dell’operazione “Pigna d’oro” che ha disarticolato un gruppo dedito allo spaccio nel capoluogo emiliano. Un’inchiesta nata da quella gravitante intorno al broker vibonese Francesco Ventrici

Dodici ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nell’ambito dell’operazione “Pigna d’oro” che ha disarticolato un gruppo dedito allo spaccio nel capoluogo emiliano. Un’inchiesta nata da quella gravitante intorno al broker vibonese Francesco Ventrici

Informazione pubblicitaria
polizia
Informazione pubblicitaria

C’è anche un vibonese tra i destinatari delle 12 ordinanze di custodia cautelare emesse questa mattina dal gip del Tribunale di Bologna nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di far parte di un’organizzazione dedita allo spaccio di droga in Emilia-Romagna. Operazione denominata “Pigna d’oro” e scattata con il coordinamento del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e la collaborazione delle Squadre mobili di Cuneo, Foggia, Taranto, Vibo Valentia.

Informazione pubblicitaria

Nella rete degli inquirenti è finito un 49enne di Vibo Valentia, Rosario Guastalegname, che unitamente agli altri componenti del gruppo avrebbe rifornito di cocaina e hashish una clientela di livello medio-alto, composta in gran parte da professionisti. Fra gli indagati a piede libero ci sono anche un avvocato civilista e un assicuratore.

I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un lavoro investigativo durato circa un anno che ha permesso alla Mobile di individuare e disarticolare vari canali di rifornimento di cocaina e hashish che venivano immessi nel mercato bolognese.

Fulcro dei vari canali di rifornimento era un pregiudicato tarantino, da anni trapiantato a Bologna, che aveva una serie di rapporti per procacciare lo stupefacente. Seguendo i suoi spostamenti è stato possibile risalire ad altri canali illeciti, tutti disgiunti ma uniti dall’unico comune denominatore: far arrivare la droga nella provincia di Bologna.

Nello specifico, l’operazione denominata “Pigna d’oro” è una costola di altre due indagini antidroga portate a termine fra il 2015 e il 2016: quella gravitante intorno alla figura del broker vibonese Francesco Ventrici, originario di San Calogero, ritenuto uno dei massimi importatori in Europa di cocaina dal Sud America, e un’altra inchiesta che la scorsa primavera portò al sequestro di un consistente quantitativo di droghe sintetiche dirette alla piazza di Bologna.

Delle 12 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Bologna su richiesta dei Pm Stefano Orsi e Roberto Ceroni, 11 sono state eseguite, mentre una persona è tuttora ricercata.

Oltre a Guastalegname, gli arrestati, che a vario titolo rispondono di spaccio continuato di stupefacenti e spendita di banconote false, sono: Federico Pignatelli, 41enne tarantino; Roberto Giovannini, 51 anni di Imola; Davide Giuseppe Diforti, 44 anni di Torino; Stefano Emolo, 33enne di Napoli; Eugenio Nocito, 32enne di Napoli; Raffaele Scarpiello, 31 anni di Foggia; Flavio Scognamiglio, 45enne di Foggia; Luciano Severgnini, 57 anni di Bergamo; Pasquale Fortunato Morgante, 46 anni di Reggio Calabria (agli arresti domiciliari); Lorenzo Felice, 49 anni di Taranto (obbligo di dimora).

Un altro avvocato del Foro di Bologna, il 49enne foggiano Raffaele Urbano, fu arrestato nel maggio 2015 per possesso di banconote false nell’ambito di un’indagine parallela a questa. L’uomo fu bloccato, insieme a Scognamiglio, mentre rientrava a Bologna da Napoli con 24 mila euro falsi dentro una valigetta.

Nell’inchiesta è emerso che lo smercio di soldi falsi era un’attività che alcuni degli indagati avevano avviato accanto a quella dello spaccio: le banconote da 50 euro fasulle sarebbe state “comprate” nel Napoletano al costo di 4,50 euro l’una.