Pizzo, posti di lavoro sulle navi in cambio di denaro – VIDEO

La popolare trasmissione “Mi manda Rai 3” fa emergere il sistema messo in piedi da un sindacalista dello Slai Cobas. Ma lui replica: «Ho solo fatto del bene»

La popolare trasmissione “Mi manda Rai 3” fa emergere il sistema messo in piedi da un sindacalista dello Slai Cobas. Ma lui replica: «Ho solo fatto del bene»

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Prometteva dei posti di lavoro ed in cambio chiedeva un «contributo per la struttura» di 650 euro. A smascherare il “presunto” responsabile dello Slai Cobas Marittimi di Pizzo, Carmelo Furciniti, è stata la trasmissione “Mi manda Rai 3”, chiamata da un ragazzo il cui sogno di navigare e di vivere lavorando sulle navi è stato infranto da un signore per il quale “vendere” posti di lavoro è evidentemente un fatto normale.

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La quotidianità, in una terra in cui un giovane su due è disoccupato e dove proprio la fame di lavoro può arrivare a produrre sistemi osceni come quello che avrebbe messo in piedi Carmelo Furciniti.

E non ci sono interpretazioni di sorta, almeno nel caso nel questione. Le immagini parlano da sole e testimoniano un ricatto (anche se probabilmente l’ultima parola spetterà alla magistratura), imposto da chi usa la propria posizione nel sindacato per procurarsi un guadagno illegittimo, sfruttando i suoi contatti con le varie compagnie di navigazione.

«Ma se poi – ha tenuto a rimarcare l’interessato al “gancio” di “Mi manda Rai 3” che è si presentato nel suo ufficio con il nome di Giuseppe – ti imbarchi su un’altra nave mi devi dare altre 650 euro».

Quando poi a presentarsi è stato il giornalista che gli ha fatto presente come il suo comportamento non fosse propriamente legale, il “nostro” ha risposto candidamente: «Per me è un fatto normale. Io sono un sindacalista autonomo e quindi non ricevo alcuno stipendio mentre la sede la devo pur mantenere».

Insomma, non l’avrebbe fatto per lucrare bensì per «fare del bene a tanti ragazzi in cerca di un’occupazione in mare».

Una giustificazione che non ha convinto neppure Mara Malavenda, della direzione nazionale dello Slai Cobas che, sempre ospite in studio da Salvo Sottile, ha preso le distanze dal suo affiliato «tra l’altro io non l’ho mai conosciuto. Nel giro di due settimane faremo chiarezza e tuteleremo la nostra immagine in tutte le sedi. Questa persona, per quanto mi riguarda, deve andare in galera».