I Mancuso e quei tentativi di condizionare la Procura di Vibo

Le rivelazioni ai magistrati dell’Ufficio distrettuale Antimafia del collaboratore di giustizia Andrea Mantella

Le rivelazioni ai magistrati dell’Ufficio distrettuale Antimafia del collaboratore di giustizia Andrea Mantella

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Il pentito Andrea Mantella
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Stanno cominciando a filtrare le prime indiscrezioni circa le deposizioni rese ai magistrati dell’Ufficio distrettuale Antimafia dal neo collaboratore di giustizia Andrea Mantella, che verrà chiamato a confermare i contenuti nell’udienza del processo “Black Money” contro i vertici e presunti affiliati della famiglia Mancuso di Limbadi.

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‘Ndrangheta, si pente il boss emergente Andrea Mantella

Tra i filoni al centro delle rivelazioni uno riguarda, per come riportato da “il Quotidiano del Sud”, il defunto boss Pantaleone Mancuso alias “Vetrinetta”. 

Mantella avrebbe raccontato come «da parte nostra non godesse di un’ottima stima perché intratteneva dei rapporti con il procuratore Laudonio, con le forze dell’ordine, perché era come si… tendeva a mantenere questi rapporti e noi praticamente lo consideravamo un infame, che passava delle informazioni».

Il collaboratore di giustizia riferisce, poi, che «in occasione dell’operazione “Asterix”, Paolino Lo Bianco e suo padre (il defunto boss Carmelo cl ‘32) abbiano contattato “Vetrinetta” per prendere informazioni da Laudonio e questi gli rispose che non poteva fare niente perché c’era un certo Peppe Lombardo (l’allora pm di Vibo, ndr) e poi Ruperti (ex campo della Mobile di Vibo, ndr) che vogliono portare avanti questa operazione e che non si può arrestare; addirittura si sono opposti alla Dda di Catanzaro, che aveva chiesto gli atti e Lombardo non glieli ha dati indietro, non li mandò alla Dda perché voleva fare lui l’operazione».