lunedì,Aprile 22 2024

Narcotraffico con la Puglia, Cassazione conferma condanna per Salvatore Bonavota

La Suprema Corte rigetta il ricorso del 36enne di Sant’Onofrio coinvolto nell’operazione “Feudo”

Narcotraffico con la Puglia, Cassazione conferma condanna per Salvatore Bonavota
La Cassazione e nel riquadro Salvatore Bonavota
Salvatore Bonavota

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Salvatore Bonavota, 36 anni, di Sant’Onofrio, avverso l’ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Lecce – in funzione di giudice dell’esecuzione – l’8 marzo dello scorso anno ha rigettato la sua istanza intesa alla rideterminazione della pena. In particolare, nel novembre del 2021 Salvatore Bonavota è stato condannato in via definitiva per narcotraffico a 9 anni di reclusione nell’ambito dell’operazione “Feudo” contro il clan tarantino dei Cesario. Salvatore Bonavota era accusato di aver venduto una partita di oltre un chilo di cocaina a tre esponenti del clan di Statte, in provincia di Taranto. La vendita sarebbe avvenuta – secondo la ricostruzione degli investigatori – in data 8 agosto 2013.  La Dda di Lecce era riuscita a ricostruire i diversi contatti che Salvatore Bonavota avrebbe avuto con il gruppo pugliese di Statte.  “Si deve ritenere – avevano scritto i magistrati della Dda di Lecce – che uno dei vertici del sodalizio si era recato a Sant’Onofrio anche allo scopo di consegnare a Bonavota una nuova sim card”.  Salvatore Bonavota avrebbe agito quale broker in territorio calabrese nell’interesse del sodalizio pugliese, entrando in contatto anche con esponenti della ‘ndrina Paviglianiti che controlla il “locale” di ‘ndrangheta di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri, nel Reggino.  La cocaina fornita dai calabresi a Salvatore Bonavota, secondo l’accusa, sarebbe stata poi rivenduta al dettaglio nel territorio di Statte.  I rapporti “di confidenza” con i pugliesi, ad avviso degli investigatori, erano inoltre testimoniati dal fatto che Bonavota o qualche suo emissario aveva partecipato al matrimonio di uno dei soggetti pugliesi, ed a loro volta i pugliesi avevano partecipato al matrimonio di Salvatore Bonavota. Il 36enne di Sant’Onofrio (fratello più piccolo di Pasquale, Domenico e Nicola Bonavota), il 20 novembre scorso è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia al termine del processo nato dall’operazione antimafia Rinascita Scott.

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