Diocesi di Mileto e Fondazione voluta da Natuzza, prove di dialogo a Roma

Personaggi del Ministero dell’Interno e della Congregazione del clero tentano di mediare mentre il Vaticano esamina il ricorso contro la revoca del decreto di religione alla realtà sorta su input della mistica di Paravati 

Personaggi del Ministero dell’Interno e della Congregazione del clero tentano di mediare mentre il Vaticano esamina il ricorso contro la revoca del decreto di religione alla realtà sorta su input della mistica di Paravati 

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La vicenda dello scontro in atto tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sul tema delle mancate riforme dello statuto richieste dal vescovo Luigi Renzo sembra vivere, almeno in apparenza, una fase di silente attesa. La cronaca racconta di oltre tre anni di diatribe confluite, in ultimo, nella revoca, da parte del presule, del decreto di religione e di culto alla realtà sorta su input di Natuzza Evolo per la realizzazione della Villa della Gioia, e nell’invito alla stessa a costituirsi ex novo civilmente per la gestione del relativo patrimonio, oltre che nel ricorso presentato come tutta risposta dalla Fondazione avverso il decreto di soppressione canonica precedentemente attuato dal pastore diocesano miletese. 

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A questo punto si attende il pronunciamento al riguardo della Congregazione del clero, ente della Santa sede di Roma deputato ad esprimersi sulla questione. La decisione dovrebbe essere assunta dall’organismo vaticano già nei prossimi giorni. Nel frattempo, tuttavia, le parti non sono state a guardare e, lontano dai riflettori, qualche tentativo di dialogo c’è stato. Per la precisione, un incontro si è tenuto nei giorni scorsi in terra capitolina, dove a tentare di fare da intermediari tra monsignor Luigi Renzo, il presidente della Fondazione Pasquale Anastasi e il componente del direttivo Vicenzo Trungadi, sarebbero stati personaggi autorevoli del Ministero dell’Interno come il capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, nonché ex prefetto di Vibo Valentia e Reggio Calabria, Michele Di Bari, e della Chiesa come il cardinale e prefetto della Congregazione per il clero Beniamino Stella. Con quali risultati, ad oggi rimane tutto da capire. La sensazione, tuttavia, almeno da quel poco che trapela da entrambi i fronti, e al di là delle frasi diplomatiche di circostanza, è che le distanze tra le parti, nonostante i tentativi di riconciliazione, non si siano, di fatto, accorciate. Anzi, ognuno sarebbe rimasto sostanzialmente ancorato alle proprie convinzioni e decisioni. La Diocesi, in sintonia e con l’avallo di Papa Francesco, continuerebbe a ritenere ancora oggi ineludibili le riforme dello statuto, in vista della consacrazione della chiesa della Villa della Gioia e del prosieguo del processo di beatificazione della serva di Dio. La Fondazione, dal canto suo, riterrebbe che tali cambiamenti – attinenti alla cura e gestione esclusiva della chiesa da parte della diocesi, alla messa in premessa del testamento spirituale della mistica, oggi posto all’interno dello statuto, e all’aumento da 9 a 11 dei componenti del direttivo – siano irricevibili e una volta accettati snaturerebbero la natura stessa e le finalità per cui all’epoca la Fondazione è sorta. La vicenda presenta dei risvolti per certi versi irrazionali, da qualsiasi parte la si guardi, soprattutto se si pensa all’enorme posta in palio e ai danni che tutto ciò sta arrecando alla figura di Mamma Natuzza, testimoniato dallo sbandamento che stanno vivendo e dallo sconcerto che anima i tanti suoi figli spirituali sparsi per il mondo. I “miracoli” e i ravvedimenti dell’ultima ora sulla classica “via di Damasco”, quando si parla dell’umile donna calabrese, sono sempre possibili e, tra l’altro, auspicabili. Tuttavia, la telenovela sembra agli sgoccioli e nella fase di non ritorno e il dentro o fuori appare ormai alle porte, così come lo spettro dell’assegnazione dei relativi beni a un Ente ecclesiastico terzo, civilmente riconosciuto e con medesime finalità della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, ormai soppressa. Resta da capire a chi converrebbe tutto ciò.