Zungri, lascia i domiciliari il nipote del boss

E’ coinvolto nell’operazione antidroga dei carabinieri e della Procura di Vibo denominata “Roba di famiglia”
E’ coinvolto nell’operazione antidroga dei carabinieri e della Procura di Vibo denominata “Roba di famiglia”
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Lascia gli arresti domiciliari Angelo Accorinti, 31 anni, di Zungri, coinvolto nell’operazione dei carabinieri denominata “Roba di famiglia” con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di essere a capo di una rete di spacciatori di cocaina. Il Tribunale di Vibo Valentia ha infatti accolto un’istanza dell’avvocato Francesco Sabatino ritenendo affievolite le esigenze cautelari. Per Angelo Accorinti, il Tribunale ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Quanto al processo che lo vede imputato, il Tribunale di Vibo ha oggi chiuso l’istruttoria ed ha rinviato al 6 e al 13 novembre per la discussione del pubblico ministero e poi dei difensori.

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Angelo Accorinti è figlio di Pietro Accorinti – quest’ultimo già coinvolto nell’operazione “Decollo” contro il narcotraffico internazionale – nonché nipote di Giuseppe Accorinti, il boss di Zungri, attualmente detenuto ad Avellino con l’accusa di concorso nell’omicidio di Raffaele Fiamingo e nel tentato omicidio di Francesco Mancuso, alias “Tabacco”.