Maxi-piantagione di marijuana nel Vibonese, condanna definitiva

La Cassazione conferma la pena per un 36enne di Nicotera ritenuto responsabile del possesso di 35 chili di stupefacente e di oltre ottomila piante di canapa
La Cassazione conferma la pena per un 36enne di Nicotera ritenuto responsabile del possesso di 35 chili di stupefacente e di oltre ottomila piante di canapa
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E’ stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione il ricorso di Francesco Berlingeri, 37 anni, di Nicotera, avverso la sentenza di condanna della Corte d’Appello di Catanzaro (del 29 novembre dello scorso anno) a due anni e due mesi per la detenzione di 35 chili di marijuana già essiccata e il possesso di oltre ottomila piante della stessa specie, da cui era possibile ricavare oltre 600.000 dosi medie singole. In primo grado era stato condannato dal gup del Tribunale di Vibo, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, alla pena di 2 anni e 8 mesi. All’esito del giudizio di secondo grado la Corte, pur ritenendo sussistente la circostanza aggravante dell’ingente quantitativo, in considerazione delle dosi medie singole ricavabili dallo stupefacente, aveva rideterminato la pena dell’imputato Berlingeri (difeso nel giudizio di merito dall’avvocato Francesco Capria) per effetto del riconoscimento delle “circostanze attenuanti generiche in regime di prevalenza alla contestata aggravante”. La vicenda traeva origine da una perquisizione effettuata dai carabinieri di Nicotera che avevano sorpreso l’imputato all’interno di una piantagione di marijuana. Per la Cassazione, tanto non è ravvisabile nel caso di specie “un travisamento per omissione con riguardo ad elementi di fatto, di cui non è stata dimostrata l’idoneità a disarticolare l’intero ragionamento dei giudici di merito”.

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