Narcotraffico fra vibonesi e siciliani, chiuse le indagini

La Dda di Palermo chiude l’inchiesta che vede coinvolte anche persone di Briatico e Francica ritenute vicine al clan di Zungri
La Dda di Palermo chiude l’inchiesta che vede coinvolte anche persone di Briatico e Francica ritenute vicine al clan di Zungri
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La Dda di Palermo ha chiuso le indagini preliminari relative all’operazione denominata Kerkent, scattata il 4 marzo scorso. Fra gli indagati destinatari dell’avviso di conclusione indagini ci sono anche tre vibonesi. Si tratta di: Gregorio Niglia, 36 anni, detto “Lollo”, di Briatico; Domenico Mandaradoni, 31 anni, di Francica; e Francesco Romano, 33 anni, anche lui di Briatico. Insieme a loro, la chiusura delle indagini interessa anche altri 30 indagati, ritenuti responsabili dei reati di associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio.  [Continua dopo la pubblicità]

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Gregorio Niglia

L’operazione Kerkent, mira a far luce su un’associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento (clan Massimino) e ramificazioni in particolare nel Palermitano e nel Vibonese, dedita all’organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un’intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato.

Sarebbe stato in particolare Andrea Puntorno, 42 anni, nato ad Agrigento ma per anni residente a Torino, già capo dei “Bravi Ragazzi”, gli ultras della curva sud dello stadio della Juventus, ad occuparsi del canale diretto di approvigionamento di stupefacenti dalla Calabria, con la “famiglia” Accorinti di Zungri. Gregorio Niglia, infatti, residente a Briatico, sarebbe ritenuto vicino al clan di Zungri e come tale indicato anche dal nuovo collaboratore di giustizia del Vibonese, Emanuele Mancuso. 

Francesco Romano

Andrea Puntorno avrebbe svolto quindi una sorta di ruolo di broker nel traffico di droga, con contatti che dalla Sicilia arrivavano al Vibonese. I vibonesi, grazie ai loro agganci, avrebbero garantito l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti ai siciliani, potendo contare sia su contatti con l’Albania, quanto della produzione in loco di marijuana. Non risulta, da quando Puntorno si è trasferito ad Agrigento, che abbia invece proseguito nell’attività di bagarinaggio con i biglietti della Juve, quale capo del gruppo di ultras denominato “Bravi ragazzi”. 

Il vibonese Domenico Mandaradoni, ad avviso degli investigatori si sarebbe recato nel febbraio 2016 ad Agrigento, mentre Francesco Romano e Gregorio Niglia avrebbero raggiunto Agrigento nel marzo del 2016 recandosi a casa di Antonio Massimino per consegnare 67 grammi di cocaina e 400 di ketamina. I siciliani avrebbero pagato ai vibonesi quasi seimila euro per la consegna delle sostanze stupefacenti. I vibonesi sono tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Bagnato, con Gregorio Niglia assistito anche dall’avvocato Francesco Muzzopappa.

Andrea Puntorno

Per quanto riguarda Francesco Romano, il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare. Detenuto resta invece Domenico Mandaradoni, ma nei suoi confronti il Riesame ha annullato l’ordinanza per l’ipotesi di reato relativa all’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, mentre per Gregorio Niglia la Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo. Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere alla dda di Palermo di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive attraverso i rispetti legali.

Gregorio Niglia è attualmente coinvolto anche nell’operazione antidroga denominata “Stammer 2” che ha colpito il narcotraffico con l’Albania. Risulta poi indagato in altra inchiesta della Procura di Vibo Valentia con l’accusa di aver fatto da intermediario per la vendita di 100 chili di marijuana.

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