sabato,Giugno 22 2024

Gli agricoltori occupano il mercato coperto di Vibo: «Fermiamo i lavori, resteremo qui fino a quando il Comune non manterrà le promesse» – VIDEO

Oggi avrebbero dovuto cominciare a lavorare nel nuovo spazio allestito vicino la scuola Garibaldi: «Non ci sono le condizioni minime dal punto di vista igienico e della sicurezza»

Gli agricoltori occupano il mercato coperto di Vibo: «Fermiamo i lavori, resteremo qui fino a quando il Comune non manterrà le promesse» – VIDEO
Sopra gli agricoltori che hanno occupato il mercato coperto per continuare la loro attività. Sotto, le "casette" nel nuovo sito che avrebbero dovuto utilizzare

Sono delusi e spaesati i commercianti agricoli del mercato coperto di Vibo Valentia che questa mattina avrebbero dovuto cominciare la loro consueta attività in un nuovo spazio – allestito nell’area del cortile della scuola “Garibaldi”, in zona Piazza Martiri d’Ungheria – a causa dei lavori di riqualificazione della struttura di via delle Clarisse; lavori attesi da molto tempo per mettere in sicurezza una struttura che necessita di interventi di tipo strutturale e di adeguamento antisismico. 

La situazione che gli agricoltori diretti hanno trovato questa mattina, recandosi nel nuovo spazio, non ha permesso loro di iniziare a lavorare e allora sono tornati a occupare la struttura coperta già dalle prime ore del mattino per incontrare i propri clienti. «Non ci sono le condizioni minime per poter operare in maniera corretta dal punto di vista igienico e di sicurezza – spiega uno dei contadini -. Non ci sono neanche i bagni che ci avevano promesso. Ci sono soltanto sei postazioni e noi siamo tredici persone. Dovremmo avere almeno una postazione ciascuno».

Il pensiero è comune: «Tante promesse ma alla fine sono rimaste soltanto parole. Noi – sottolineano – abbiamo accettato di spostarci senza chiedere nulla di particolare se non le condizioni minime per poter lavorare». Tra le preoccupazioni dei commercianti legate al nuovo spazio anche il rischio di vendere i loro prodotti agricoli locali esposti al sole o altre intemperie per l’intera mattina. «Noi – spiegano – resteremo qui fin quando non ci metteranno nelle condizioni di poter lavorare anche nell’area accanto alla scuola. Allo stato attuale non possiamo affrontare l’estate lì, né tanto meno l’inverno». 

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