Wanda Ferro entra in consiglio regionale e Mangialavori rischia il posto

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto un seggio a Palazzo Campanella al candidato del centrodestra, si apre la querelle su chi dovrà lasciarle il posto tra il medico vibonese e il cosentino Ennio Morrone

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto un seggio a Palazzo Campanella al candidato del centrodestra, si apre la querelle su chi dovrà lasciarle il posto tra il medico vibonese e il cosentino Ennio Morrone

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Giuseppe Mangialavori
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Alle ultime elezioni regionali ha preso preferenze a iosa. Esattamente 7.199 nell’intero collegio (6.710 solo in provincia di Vibo Valentia). Un risultato che gli ha permesso di essere il candidato vibonese più votato nel centrodestra. E non era nemmeno candidato nella lista ufficiale di Forza Italia, bensì in quella di “supporto”, denominata “Casa della Libertà”.

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Il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori ha dimostrato di avere, almeno nel Vibonese, un vasto e per certi aspetti trasversale consenso (basti pensare che è riuscito a radicarsi anche in “feudi rossi”, come ad esempio Rombiolo). Qualche dato significativo: ha preso appena 600 voti in meno rispetto al front-runner del Pd Michele Mirabello (al cui “servizio” c’era praticamente la macchina organizzativa del suo partito) e 2000 consensi in più rispetto alla somma di quanto raccolto dai due principali competitor di Forza Italia, ossia Salvatore Bulzomì (2.830) e Nazzareno Salerno (2.775). Insomma, da molti è considerato come il leader indiscusso del centrodestra vibonese.

Ebbene, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione a Wanda Ferro che, nonostante fosse la candidata della coalizione (in ragione di una legge elettorale dichiarata incostituzionale) è rimasta fuori dal consiglio regionale, gli ultimi eletti della coalizione rischiano di perdere il posto al fine di permettere alla Ferro di entrare a Palazzo Campanella.

Due gli indiziati, entrambi eletti con il meccanismo dei resti, dell’alleanza moderata guidata da Wanda Ferro: oltre a Giuseppe Mangialavori c’è infatti Ennio Morrone (eletto a Cosenza con Forza Italia e transitato poi con i verdiniani di Ala). A decidere chi dovrà farsi da parte sarà il Tar. Con tutta probabilità, quindi, inizierà una battaglia sull’interpretazione della legge elettorale. Una cosa è certa: nessun dei due abbandonerà il seggio senza prima ricorrere alla carta bollata.