Tsunami sulla costa vibonese, l’Arma simula l’Apocalisse – Foto/Video

Dopo le recenti eruzioni dello Stromboli un’onda anomala non è una possibilità remota. I carabinieri hanno organizzato un'esercitazione per affrontare al meglio l'eventualità
Dopo le recenti eruzioni dello Stromboli un’onda anomala non è una possibilità remota. I carabinieri hanno organizzato un'esercitazione per affrontare al meglio l'eventualità
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Un allarme tsunami sulla costa vibonese neppure tanto surreale. È lo scenario su cui si è mosso questa mattina il 14º Battaglione Carabinieri Calabria nel corso di un’esercitazione allo stadio comunale di Parghelia. Una vera e propria simulazione con tanto di procedure di primo soccorso e recupero di reperti e persone allo scopo di addestrare il personale dell’Arma a mantenere un’alta capacità di intervento nel caso in cui la provincia di Vibo venisse colpita da un maremoto o da un’onda anomala. Il litorale è infatti esposto a notevoli rischi se dovesse presentarsi una violenta eruzione dello Stromboli (o di altri vulcani sottomarini) con conseguente tsunami. Un’ipotesi da non sottovalutare, anche in considerazione degli eventi del 2002, quando si verificò quanto paventato, e dei recenti fenomeni che hanno provocato anche una vittima il 3 luglio scorso sull’isola. All’esercitazione di questa mattina erano presenti, tra gli altri, anche i prefetti di Vibo Valentia e Catanzaro, Francesco Zito e Francesca Ferrandino, il comandante della prima Brigata Mobile dei carabinieri, Pietro Salsano, il comandante della Divisione unità mobili e specializzate, Maurizio Detalmo Mazzavilla e il comandante Divisione unità specializzate, Claudio Vincelli, oltre al padrone di casa, il sindaco di Parghelia, Antonio Landro, e a un gruppo di alunni della locale scuola elementare.

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Interessante la simulazione che ha visto impegnati i reparti speciali in un’irruzione all’interno di un locale, dove un detenuto evaso dalla caserma investita dalla colata di fango, si era rifugiato. Altrettanto avvincente il recupero di un reperto archeologico effettuato dai Cacciatori Calabria e dal Nucleo tutela patrimonio culturale con il supporto di tecnici del Mibact. «La nostra è una struttura che non vuole assolutamente sostituirsi alla protezione civile  che è l’organizzazione competente in questi casi – ha sottolineato il generale Salsano –. Il nostro compito è di fornire supporto ai carabinieri che devono operare in caso di calamità e quindi continuare ad assistere la popolazione».