Narcotraffico: “Giardini segreti”, chieste dieci condanne

L’inchiesta della polizia e della Dda di Catanzaro è nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore Emanuele Mancuso
L’inchiesta della polizia e della Dda di Catanzaro è nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore Emanuele Mancuso
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Francesco Olivieri

Dieci richieste di condanna sono state avanzate dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, nel processo con rito abbreviato che si sta svolgendo dinanzi al gup distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè, e nato dall’operazione denominata “Giardini Segreti”. Queste le richieste di pena: Emanuele Mancuso, di 31 anni, di Nicotera, 4 anni e 8 mesi; Giuseppe Navarra, di 28 anni, di Rombiolo, 7 anni e 4 mesi; Giuseppe Franzè, di 32 anni, di Stefanaconi, 7 anni e 3 mesi di reclusione; Giovanni Battaglia, di 33 anni, di Nicotera, 7 anni e 6 mesi; Cesare Costa, di 38 anni, di Nicotera, 7 anni; Francesco Costa, di 35 anni, di Nicotera, 7 anni; Giuseppe De Certo, di 26 anni, di Nicotera, 7 anni e 4 mesi; Francesco (Ciko) Olivieri, di 33 anni, di Nicotera, 7 anni e 5 mesi; Valentin Cirpian Stratulat, di 21 anni, residente a Nicotera, 7 anni e 5 mesi; Pantaleone Perfidio, di 32 anni, di Nicotera, 7 anni e 3 mesi. Stralciata la posizione di Giuseppe Olivieri, 37 anni, di Nicotera. [Continua dopo la pubblicità]

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Giuseppe Navarra

A capo del gruppo, secondo l’accusa, insieme ad Emanuele Mancuso (attuale collaboratore di giustizia e figlio del boss Pantaleone Mancuso, detto l’Ingegnere), con un ruolo di spicco nell’associazione a delinquere dedita al traffico di marijuana ed alla sua produzione ci sarebbe stato anche Giuseppe De Certo. Fra i principali acquirenti di marijuana, a sua volta da piazzare fuori dalla provincia di Vibo, gli inquirenti ritengono di aver individuato Giuseppe Franzè. Francesco Olivieri, detto “Cicko” (autore della sparatoria del maggio dello scorso anno costata due morti a Nicotera e tre feriti a Limbadi) avrebbe quindi individuato nell’estate del 2015 il terreno su cui avviare la piantagione, realizzando l’impianto di irrigazione e curato le operazioni di coltivazione della marijuana. Per altra coltivazione individuata nell’agosto del 2015 in una casa popolare abbandonata – di fronte l’abitazione della nonna di Emanuele Mancuso – in via Foschea a Nicotera rispondono invece Emanuele Mancuso, Francesco Olivieri, Giuseppe Navarra e Giuseppe Franzè, con quest’ultimo che avrebbe poi acquistato lo stupefacente per piazzarlo. L’operazione è stata condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia.

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Francesco Schimio, Francesco Capria, Francesco Sabatino, Antonia Nicolini (per Emanuele Mancuso), Giancarlo Pittelli, Vincenzo Galeota, Daniela Garisto, Giuseppe Renda, Stefano Sambugaro.