Narcotraffico con gli Usa: cinque richieste di rinvio a giudizio

Fra gli imputati c’è anche un 58enne di Sant’Onofrio. Si riparte da Catanzaro dopo gli annullamenti delle condanne a Reggio per incompetenza territoriale
Fra gli imputati c’è anche un 58enne di Sant’Onofrio. Si riparte da Catanzaro dopo gli annullamenti delle condanne a Reggio per incompetenza territoriale
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Si riparte da Catanzaro per l’inchiesta “Columbus” dopo che il 4 aprile scorso la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha annullato la sentenza di primo grado del Tribunale di Palmi nei confronti di cinque imputati. La nuova richiesta di rinvio a giudizio al gup, Claudio Paris, porta la firma del pm della Procura di Catanzaro, Paolo Sirleo, che ha chiesto il processo per: Basilio Caparrotta, 58 anni, di Sant’Onofrio, condannato nel dicembre 2017 dal Tribunale di Palmi a 8 anni, tre mesi e 27mila euro di multa; Cosimo Berlingeri di Oppido Mamertina (pure lui condannato a 8 anni e 3 mesi a Palmi); Domenico Berlingeri di Lamezia Terme (9 anni); Franco Fazio di Pianopoli (17 anni e 10 mesi), e Pino Fazio di Lamezia Terme (2 anni). I giudici di secondo grado di Reggio Calabria nell’aprile scorso hanno annullato la sentenza di primo grado in accoglimento di un’eccezione sulla competenza territoriale sollevata dagli avvocati Michelangelo Miceli e Leopoldo Marchese. Nel collegio di difesa (per Franco Fazio) anche l’avvocato Gregorio Viscomi, Guido Contestabile (per Cosimo Berlingieri) e Alessandro Guerriero per Domenico Berlingieri. [Continua dopo la pubblicità]

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L’operazione “Columbus”, scattata il 7 maggio 2015, è scaturita da indagini dello Sco (il Servizio Centrale Operativo della polizia) in collaborazione con l’Fbi (il Federal Bureau of Investigation) statunitense. Centrale operativa del narcotraffico, la città di New York con collegamenti in Colombia, Costarica, Olanda, Spagna e Italia. I provvedimenti sono stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria e dalla magistratura americana ed eseguiti dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, dall’Fbi e dall’Homeland security.  Il principale imputato nell’inchiesta “Columbus”, Gregorio Gigliotti, è stato condannato negli Stati Uniti insieme alla moglie e al figlio. E proprio da un’inchiesta che ha avuto come epicentro il ristorante nel quartiere del Queens di New York, di proprietà di Gigliotti, ha preso il via l’operazione “Columbus”. L’Fbi, dopo mesi di indagine, fece irruzione nel locale gestito dal calabrese di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, sequestrando cocaina e marijuana, oltre a 100mila dollari, sei pistole e un fucile. Si ricomincia ora dinanzi al gup distrettuale che ha fissato l’udienza preliminare per il 15 gennaio prossimo.