Droga: operazione “Calimero” a Vibo, sei condanne definitive

La Cassazione rigetta i ricorsi di tutti gli imputati accusati di aver spacciato nel quartiere Cancello Rosso. Regge l’inchiesta dei carabinieri
La Cassazione rigetta i ricorsi di tutti gli imputati accusati di aver spacciato nel quartiere Cancello Rosso. Regge l’inchiesta dei carabinieri
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Rigettati dalla Suprema Corte di Cassazione i ricorsi di sei imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Calimero”. Divengono così definitive le seguenti condanne: due anni Giuseppe Ionadi, di 33 anni, di Vibo Valentia; 3 anni e 4 mesi per Giuseppe Fortuna, di 34 anni, di Vibo Valentia; 3 anni per Ezio Mercuri, di 55 anni, di Vibo Valentia; 3 anni Francesco Costa, 35 anni, di Nicotera; 3 anni Giuseppe Mazzone, 51 anni, di San Calogero, alias “Calimero”; 2 anni Francesco Umberto Ionadi, 35 anni, di Vibo Valentia. Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, l’accusa per la quale sono stati ritenuti colpevoli in via definitiva. [Continua dopo la pubblicità]

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In primo grado gli imputati erano stati condannati a Vibo al termine di un processo celebrato con rito abbreviato che è valso loro lo sconto di pena di un terzo. In appello le pene erano state confermate a Catanzaro il 2 ottobre dello scorso anno. L’operazione, coordinata dalla Procura e condotta sul “campo” dalla Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, era scattata il 6 febbraio del 2017 con otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari. Il quartiere “Cancello Rosso” di Vibo era stato trasformato in una sorta di “piazza di spaccio” dove diversi “clienti” si recavano ogni giorno per rifornirsi di marijuana, venduta già suddivisa in dosi per un valore di 20 euro ciascuna. Nell’ambito della stessa operazione hanno invece scelto il processo con rito ordinario Mariuccia Franza, 62 anni, casalinga, di Vibo Valentia, madre di Giuseppe Fortuna, e Antonio Ventrice, 32 anni, di Pernocari.