Truffa sui farmaci nel Vibonese, programmato l’esame in aula degli imputati

Acquisiti i verbali delle dichiarazioni già rese da due investigatori. L’operazione “Pharma bluff” risale al gennaio 2014
Acquisiti i verbali delle dichiarazioni già rese da due investigatori. L’operazione “Pharma bluff” risale al gennaio 2014
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Sono stati acquisiti, su accordo delle parti, dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio (a latere Marina Russo e Brigida Cavasino), i verbali con le dichiarazioni di due dei principali investigatori dell’inchiesta che ha portato all’operazione “Pharma Bluff”. Si tratta del maresciallo Francesco Fedele della sezione di pg Carabinieri della Procura di Vibo e del brigadiere Erminio Menga della Guardia di finanza di Vibo. I due testi, oggi in aula, hanno deposto nelle precedenti udienze ed erano stati nuovamente citati per via della mutata composizione del Collegio. Il Tribunale per la prossima udienza – fissata per il 18 dicembre prossimo – ha quindi disposto l’esame degli imputati che sono: Giuseppe Dato, 63 anni (avvocati Diego Brancia e Armando Veneto); Francesco D’Agostino, 68 anni, di Joppolo, medico di base (avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino, oggi sostituiti dall’avvocato Bruno Vallelunga); Giuseppa Scinica, 53 anni, dipendente dello studio medico D’Agostino (avvocati Vittorio Vecchio e Giovanni Vecchio); Carmen Ferraro, 35 anni, di Tropea, dipendente della farmacia Dato (avvocato Mario Ferraro). Conferito anche l’incarico al perito Francesco Baldo per la trascrizione delle intercettazioni poste alla base dell’impianto accusatorio. [Continua dopo la pubblicità]

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L’Asp di Vibo Valentia è invece costituita parte civile nel processo con l’avvocato Domenico Paglianiti. 

Associazione a delinquere, falso ideologico, falsità commesse da incaricati di un servizio pubblico e truffa sono i reati per i quali sono chiamati a rispondere gli imputati. La presunta truffa sarebbe stata messa in piedi ai danni del Servizio sanitario nazionale, con rimborsi “gonfiati” dei farmaci che sarebbero stati presentati all’Asp di Vibo dalla farmacia di Caroniti. Secondo la Procura di Vibo, Giuseppa Scinica avrebbe predisposto le ricette dei farmaci “di cui gli ignari beneficiari non avrebbero mai fruito poiché non affetti da quelle patologie”, mentre Francesco D’Agostino avrebbe “falsamente attestato il diritto degli assistiti all’assistenza farmacologica indicata nella ricetta”. Carmen Ferraro avrebbe poi rimosso “le fustelle dalle confezioni dei farmaci” apponendole “nel riquadro delle ricette facendo apparire di aver venduto i medicinali ai clienti laddove provvedeva invece a disfarsene”. Giuseppe Dato avrebbe infine inoltrato le prescrizioni all’Asp di Vibo per farsi corrispondere “indebitamente i rimborsi di quanto speso per l’acquisto dei farmaci”, disfacendosi poi degli stessi medicinali. Sarebbero oltre 100 le ricette mediche ritenute false dagli inquirenti. I beneficiari sarebbero stati o “non affetti da patologie per le quali si rendeva necessaria l’assunzione dei farmaci prescritti oppure non bisognevoli in concreto poiché già muniti dei farmaci”.

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