Morte del piccolo Domenico, concluse le audizioni degli ispettori ministeriali – Video

Giornata di incontri a porte chiuse per gli emissari del ministero della Salute che hanno sentito dirigenti e operatori sanitari. Il Dg Tripodi: «Massima disponibilità e collaborazione»
Giornata di incontri a porte chiuse per gli emissari del ministero della Salute che hanno sentito dirigenti e operatori sanitari. Il Dg Tripodi: «Massima disponibilità e collaborazione»
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Sono le 11.30 quando gli ispettori inviati dal ministro della Salute Roberto Speranza raggiungono Vibo Valentia. Prima di entrare nel nosocomio e toccare con mano le criticità segnalate, decidono di incontrare i vertici dell’Asp e gli operatori sanitari per ricostruire quanto accaduto nella tragica mattina del 10 ottobre. Le audizioni a porte chiuse si svolgono negli uffici del consultorio posti di fronte allo Jazzolino. Obiettivo degli ispettori è quello di fare luce sulla cause che hanno portato al decesso del piccolo Domenico, il bimbo morto in grembo alla 39esima settimana. L’ultima visita di mamma Maria risale al 26 settembre scorso. La settimana successiva sarebbe dovuto avvenire il cesareo ma di fatto, come ha denunciato la coppia di Cessaniti, nessuno si sarebbe più fatto sentire. E così, la mattina del 9 ottobre, la donna si è presentata in reparto lamentando dolori addominali ma sarebbe stata rimandata a casa e invitata a ritornare l’indomani. Tra le persone ascoltate, la primaria del reparto di ostetricia, Carmelina Ermio, e la ginecologa Antonella D’Alessandro, finita sotto indagine. All’incontro anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria Elisabetta Tripodi e il direttore sanitario Michelangelo Miceli. «Rispetto totale per la famiglia alla quale rinnovo la mia più sentita partecipazione al loro lutto in silenzio – ha detto la massima dirigente dell’azienda -. Non credo alla correlazione con gli anestesisti, perché dalle nostre prime indagini questo non risulta. Però aspettiamo gli esiti delle indagini, di tutte le ispezioni che sono state compiute, sia quella regionale che quella ministeriale».

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