‘Ndrangheta: clan dei Piscopisani, respinta la richiesta di arresto per due indagati

Pronuncia della Cassazione dopo la decisione del Tribunale del Riesame sull’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Rimpiazzo”
Pronuncia della Cassazione dopo la decisione del Tribunale del Riesame sull’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Rimpiazzo”
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Giuseppe D’Angelo

Restano a piede libero Giuseppe D’Angelo, 45 anni, e Nazzareno Felice, 58 anni, entrambi di Piscopio, indagati nell’operazione antimafia denominata “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani. Nei confronti di Giuseppe D’Angelo, detto “Pino Il Biricchino”, il gip distrettuale ad aprile ha rigettato l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Dda di Catanzaro. Il Tribunale del Riesame aveva però a giugno ribaltato la decisione del gip accogliendo l’appello della Dda di Catanzaro e decidendo quindi per la custodia cautelare in carcere. La Cassazione ha quindi ora accolto il ricorso del difensore di D’Angelo (l’avvocato Francesco Muzzopappa), annullando la decisione del Riesame. Giuseppe D’Angelo non finirà così in carcere (a differenza di Giuseppe Brogna, 61 anni, arrestato dalla polizia avendo la Suprema Corte confermato la decisione del Riesame. [Continua dopo la pubblicità]

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Per quanto attiene invece la posizione di Nazzareno Felice, sia il gip che il Riesame avevano respinto la richiesta di emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Anche la Cassazione, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Muzzopappa, ha confermato tale decisione. Giuseppe D’Angelo, secondo l’accusa, sarebbe stato un partecipe della “società minore” di Piscopio con il grado di “punteruolo”, mettendo a disposizione degli associati la propria abitazione per le riunioni. Nazzareno Felice  avrebbe invece preso parte all’associazione mafiosa con il compito di mantenere i rapporti con gli altri clan del Vibonese. 

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