‘Ndrangheta: operazione contro i Piscopisani, Cassazione nega un arresto

Confermata la decisione del Tdl che aveva rigettato la richiesta della Dda di Catanzaro per un 56enne accusato di associazione mafiosa
Confermata la decisione del Tdl che aveva rigettato la richiesta della Dda di Catanzaro per un 56enne accusato di associazione mafiosa
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Domenico D’Angelo

Resta indagato a piede libero Domenico D’Angelo, 56 anni, di Piscopio, indagato nell’operazione “Rimpiazzo” che ha colpito il clan dei Piscopisani. La Cassazione ha infatti rigettato l’appello della Procura di Catanzaro avverso la decisione con la quale il Tribunale del Riesame (confermando la precedente decisione del gip distrettuale, Carmela Tedesco) nel giugno scorso aveva deciso per la non emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, difeso dall’avvocato Gaetano Scalamogna. Domenico D’Angelo è indagato per il reato di associazione mafiosa. Avrebbe – secondo l’accusa – il grado di “picciotto” e, ad avviso degli inquirenti, oltre a prendere parte attivamente alle riunioni in cui venivano decise le strategie delittuose da seguire nella guerra di mafia contro il clan Patania di Stefanaconi. D’Angelo avrebbe inoltre partecipato alle fasi propedeutiche del tentato omicidio ai danni di Andrea Patania, reperendo l’autovettura che sarebbe stata utilizzata per l’attentato.

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