Detenzione illecita di armi e munizioni, due arresti a Gerocarne

I due giovani sono di Nicotera. Alla vista dei poliziotti della Squadra mobile hanno tentato di liberarsi dell’arma gettandola nel fiume. Trovati anche un giubbotto antiproiettile, un passamontagna, 30mila euro in contanti e un’autovettura blindata munita di sirena [FOTO]
I due giovani sono di Nicotera. Alla vista dei poliziotti della Squadra mobile hanno tentato di liberarsi dell’arma gettandola nel fiume. Trovati anche un giubbotto antiproiettile, un passamontagna, 30mila euro in contanti e un’autovettura blindata munita di sirena [FOTO]
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Antonio Campisi

La Squadra Mobile di Vibo Valentia, nel corso di servizi finalizzati a contrastare il traffico illecito di armi, all’esito di una perquisizione locale svolta a Gerocarne, ha tratto in arresto Antonio Campisi di 28 anni e Giuseppe Muzzupappa, di 35 anni, entrambi di Nicotera, poiché colti nella flagranza del reato di detenzione abusiva di arma clandestina con relativo munizionamento. In particolare, la polizia si è recata nella dimora dei due giovani, circondando l’intero perimetro dell’immobile. All’atto dell’ingresso nell’abitazione, i due giovani si sono affacciati repentinamente dalla finestra lanciando nel fiume un oggetto che, una volta recuperato, si è rivelato essere una pistola con matricola abrasa calibro 7.65, con relativo munizionamento e colpo in canna. L’attività di perquisizione ha permesso di rinvenire, inoltre, un giubbotto antiproiettile, un passamontagna e la somma contante di oltre 30.000 euro. Campisi è stato poi trovato in possesso di un documento falso. Nel corso dell’attività si è accertato, inoltre, che i due giovani avevano in uso un’autovettura blindata munita di sirena. Al termine delle formalità di rito i due arrestati sono stati condotti nel carcere di Vibo Valentia a disposizione dell’autorità giudiziaria. Antonio Campisi è il figlio di Domenico Campisi, il broker della cocaina ucciso a Nicotera il 17 giugno 2011. Un omicidio rimasto ad oggi impunito.

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