Tabaccaio ucciso ad Asti, chiesto l’ergastolo per tre vibonesi

Il delitto nel dicembre 2014 nel corso di una rapina sfociata in tragedia. Uno degli imputati ammette le proprie responsabilità ma scagiona il figlio
Il delitto nel dicembre 2014 nel corso di una rapina sfociata in tragedia. Uno degli imputati ammette le proprie responsabilità ma scagiona il figlio
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Cinque ergastoli sono stati chiesti per gli imputati a processo per la morte di Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni ucciso il 19 dicembre 2014 nel suo negozio di Asti in corso Alba. Tre richieste del carcere a vita sono state avanzate dal pm, Laura Deodato, nei confronti di altrettanti vibonesi. Si tratta di: Antonio Guastalegname, 50 anni, imprenditore residente a Castello di Annone, ma originario di Vibo Marina;  Domenico Guastalegname, 25 anni, pure lui originario di Vibo Marina; Antonio Piccolo, 27 anni, di Nicotera; Fabio Fernicola, 40 anni, di Asti, e Jacopo Chiesi, 25 anni, pizzaiolo di Castello d’Annone. Secondo l’accusa, Antonio Guastalegname avrebbe pianificato la rapina reclutando il figlio Domenico, Antonio Piccolo, Fabio Fernicola , 40 anni, di Asti, e Jacopo Chiesi, 25 anni, quest’ultimo ritenuto l’esecutore materiale del fatto di sangue. Nel corso dell’udienza del processo che si sta celebrando con rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Asti, l’imputato Antonio Guastalegname ha ammesso le proprie responsabilità nell’organizzazione della rapina sfociata nel fatto di sangue, scagionando però il figlio Domenico Guastalegname e Jacopo Chiesi. Gli imputati sono tutti detenuti in carceri del Piemonte e della Liguria. In aula anche a moglie della vittima, Cinzia Riccio, parte civile nel processo. Antonio Guastalegname è difeso dall’avvocato Roberto Caranzano, Domenico Guastalegname dagli avvocati Antonio Porcelli e Fabio Schembri, Antonio Piccolo dagli avvocati Sergio Rotundo e Giuseppe Di Renzo, Fabio Ferincola dall’avvocato Gambino e Jacopo Chiesi dagli avvocati Chiesi e Brignolo. [Continua dopo la pubblicità]

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Secondo l’accusa, quattro rapinatori sarebbero arrivati davanti alla tabaccheria a bordo di due auto, una Panda e una Fiat 500 prese a nolo. Due sarebbero rimasti in auto, Domenico Guastalegname e Fabio Fernicola. Nel tabacchino sarebbero entrati Antonio Piccolo e Jacopo Chiesi, entrambi con i volti coperti. Cinzia, la moglie di Manuel, alla vista dei malviventi ha abbozzato una reazione, suscitando una reazione spropositata nel giovane rapinatore che ha esploso due colpi di pistola a scopo intimidatorio. Il tabaccaio a quel punto si è scagliato a difesa della moglie, cercando di bloccare i rapinatori che hanno aperto di nuovo il fuoco uccidendolo sul colpo. Poi la fuga a bordo delle due vetture noleggiate in città e restituite la mattina successiva. E’ stato necessario un lavoro incrociato fra i carabinieri del Nucleo investigativo astigiano e dei Ris per collegare le tracce biologiche ritrovate sul luogo della rapina ad un nome in particolare. Gli inquirenti hanno analizzato il dna di cinquanta soggetti riuscendo a trovare uno dei tasselli che hanno portato ad una svolta nelle indagini. Importanti sono state anche le analisi delle celle telefoniche e dei cellulari in uso agli arrestati, così come la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza e l’ascolto di alcuni testimoni chiave.